Le stragi in Israele
Ci scrive sul web un giovane lettore di Livorno, che lavora in una nota agenzia marittima (per ovvi motivi ci chiede di non pubblicare il suo nome) inviandoci questa vignetta:
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Questo disegno, satirico ma anche tragico, è stato pubblicato nell’ultimo numero del settimanale satirico francese “Charlie Hebdo” che già fu assaltato con tanti morti per aver ridicolizzato non ricordo bene quale evento islamico. Possibile che nemmeno la satira oggi abbia campo libero, di fronte alla condanna di tutto il mondo alle strage perpetrate da Hamas in Israele?
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Caro amico lettore, pubblichiamo la vignetta, che rappresenta un guerrigliero di Hamas con le mani sporche di sangue davanti al rubinetto di Gaza che non butta più acqua (interrotta come noto da Israele per assediare gli autori delle stragi dei giorni scorsi): la battuta del terrorista è: Fino a quando questa barbaria? Riferendosi all’acqua che non arriva più.
Siamo d’accordo che la satira deve essere considerata libera espressione del pensiero e la vignetta sottolinea l’assurdo di un assassino che protesta per non potersi lavare le mani dal sangue. Purtroppo però siamo di fronte a fatti così tragici, che ci coinvolgono non solo emotivamente, da far passare in secondo piano satira e condanne: fino a chiederci se questo è il mondo che abbiamo contribuito tutti a degenerare fino al punto di avere massacri quotidiani di civili, donne e bambini, da tutte le parti del mondo che si scannano con eguale disperata ferocia.
Un tempo almeno le guerre seguivano le regole dettate dalla convenzione internazionale di Ginevra….
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