Da Odessa a Cagliari violando il blocco
CAGLIARI – Circa 48 ore di operatività di banchina per scaricare la prima portacontainer in uscita da un porto ucraino che ha superato il blocco del porto di Odessa e che, dopo uno scalo a Istanbul, ha scelto Cagliari come porto sicuro per lo scarico di 2️⃣.1️⃣1️⃣4️⃣ container pari a 3️⃣.4️⃣7️⃣4️⃣ Teu.
Più in dettaglio la portacontainer Joseph Schulte (LOA pari a 2️⃣9️⃣9️⃣,9️⃣0️⃣ mt e stazza lorda di 9️⃣4️⃣.4️⃣0️⃣2️⃣ tonnellate) battente bandiera di Hong Kong, a causa del conflitto in Ucraina era bloccata nel porto di Odessa dal febbraio 2022 ed è stata la prima ad utilizzare il corridoio temporaneo per la consegna di merci civili.
Arrivata a Cagliari il 29 agosto ed espletate le formalità doganali, le operazioni di sbarco sono iniziate il 4 settembre alle 9,30 e si sono concluse il 6 settembre alle ore 14. Sono stati effettuati tutti i controlli di competenza di clienti, dogana ed assicuratori e nei prossimi giorni si completeranno le operazioni di ritiro dei 1️⃣.5️⃣2️⃣6️⃣ container pieni e 5️⃣8️⃣8️⃣ vuoti sbarcati e stoccati nel terminal container MITO (Mediterranean Intermodal Terminal Operator).
🗣️ “Siamo stati preallertati intorno a Ferragosto per questa operazione – ha riferito 👤 Antonio Musso, AS di MITO e Grendi Trasporti Marittimi – che ha evidenziato la competitività di MITO, il terminal internazionale a Cagliari su cui il Gruppo Grendi investe da tempo. I punti di forza di questo scalo sono la flessibilità nelle operazioni di movimentazione; la capacità di stoccaggio delle merci che possono contare su 140.000 m2 di piazzale a servizio dei grandi vettori. Un polo logistico a cui si affianca il recente raddoppio dei magazzini a 20mila m2; 620 m di banchina lineare che consentono di lavorare anche due navi di grandi dimensioni contemporaneamente e gli alti standard di servizio. Quest’operazione, inoltre, ha messo sotto i riflettori degli operatori internazionali le potenzialità di questo scalo nel bacino mediterraneo”.