La “strana” guerra di Vlad Putin

Nella vignetta: Come ironizza il francese “Canard” sull’operazione speciale di Putin. – “Non dimenticarlo mai: bisogna dire operazione militare speciale…” – “…E non batosta umiliante!”.
Da 👤 Pilade Rombolini, che ci scrive sul web, riceviamo:
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Francamente non capisco perché Putin abbia sospeso l’accordo per l’export di grano.
Oltra a quello ucraino, viene così bloccato anche il grano russo.
E chi ci rimette sono specialmente i paesi più poveri, che la Russia corteggia in Africa.
Ma che guerra è?
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Caro amico, in tutte le guerre di ogni epoca, dove non si riesce a piegare l’avversario con le armi – come sta avvenendo in Ucraina – si è ricorsi ad affamare l’avversario e a colpire la popolazione al limite del terrorismo.
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Non dimentichiamo i bombardamenti indiscriminati degli alleati sulle nostre città durante la seconda Guerra Mondiale. Il grano, che è una delle fonti d’entrata più importanti per l’Ukraina, fa parte della strategia alternativa. E quello russo va alla Cina, o attraverso triangolazioni “pirata” torna in Occidente. Il problema di fondo è che questa “operazione speciale” di Putin è impantanata per la resistenza degli ucraini, e l’aiuto a questi ultimi dall’Occidente e dalla Nato, secondo la formula ipocrita adottata da tutti, è “solo difensivo”. Ci avviamo a due anni di massacri, città distrutte e popolazioni stremate, ma non se ne vede la fine.
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