Economia: ma l’inflazione?
È uno dei temi del momento, anche se se ne parla malvolentieri sia sui giornali che nei talk-show. Però c’è chi si interroga, specie in campo logistico. Come il nostro lettore 👤 Federico Ricciardi di Palermo:
✍️✍️
Leggo che l’economia italiana tira più della media europea, con valori di export e produzione in crescita. Però nelle nostre piccole aziende dei trasporti, il peso dell’inflazione grava molto, perché non riusciamo a scaricarlo sui clienti. Per di più questi sono i giorni dei conti con le super-tasse, che rimangono alte.
[hidepost]
*
🗣️ 🗣️
Due temi connessi, caro amico, che preoccupano tutti. Vero che l’economia italiana va meglio del previsto, grazie in particolare alle piccole e medie imprese che fanno miracoli: ma il valore del denaro è calato, il che non si riflette solo sui mutui – non c’è piccola impresa che non abbia rate da pagare per attrezzature o mezzi – ma su ogni singolo anello della catena, fino ad arrivare ai banchi del mercato.
Esula dalle nostre competenze, e anche capacità, un’analisi su temi tanto complessi: specialmente esula dalle capacità di fornire diagnosi. Una delle vecchie ricette che studiavamo a scuola e all’università era quella Keynesiana, che combatteva l’inflazione con grandi piani di opere pubbliche, peraltro più che mai necessarie nel nostro paese. Siamo però ancora di fronte a una legislazione sugli appalti che malgrado i recenti correttivi è ancora frustrante per i tempi lunghi e la burocrazia farraginosa. In più l’Italia ha la spada di Damocle del pesante debito pubblico che la rende “sotto tutela” dalla UE.
La ricetta?
Quella che ci dicono i tanti amici imprenditori: lavorare sodo, investire il giusto (senza tenere le eventuali riserva sotto il materasso o nel conto corrente, dove si svalutano), razionalizzare i processi produttivi e non farsi coinvolgere nelle guerre ideologiche tra i grandi blocchi mondiali.
Facile?
Quanto lo sia lasciamolo dire alla vignetta qui sopra, con l’immortale Linus.
[/hidepost]