Mezzo secolo in avanti

Luciano Guerrieri
LIVORNO – La variabile tempo come sempre è determinante. E come sempre, dipende da una serie di fattori che comportano diversi attori, non sempre in grado di operare in squadra. In questo caso però, guardando con la nostra sete di ottimismo il bicchiere mezzo pieno, va dato atto che è stata annunciata una gara su lavori che comporteranno – alla pari della futura (o futuribile) Darsena Europa – un balzo in avanti della fruibilità del porto industriale di almeno cinquant’anni. Era una promessa sta diventando finalmente una realtà.
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Come abbiamo illustrato nel numero scorso della Gazzetta Marittima, non si tratta solo di allargare e approfondire la strettoia del Marzocco, ormai penalizzante imbuto per l’assessore alla Darsena Toscana e al canale con i suoi terminal specializzati. Il prioritario intervento che sarà reso possibile dalla fine del trasferimento dei tubi ENI nel microtunnel, consentirà il rifacimento degli attuali muri di sponda in banchine più profonde, dragaggi finalmente profondi, area di evoluzione delle navi meno condizionata, sponda Est più fruibile. Rimane – non si può sottovalutare – il grave handicap dello sbocco del Canale dei Navicelli in darsena, il cui tombamento è condizionato da cento incroci di competenze con tanto testo come l’Idra di Lerna. Ma in attesa che anche questo fondamentale passo si compia, la gara dei 20 miliardi annunciata dall’AdSP è un gigantesco passo avanti.
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La variabile tempo, dicevo prima: ufficialmente non se n’è parlato, ma i tecnici sperano che entro la prima metà del 2024 (meno di un anno) si possano cominciare i lavori, premesso che entro la fine di quest’anno la neverending story del microtunnel sia risolta. Per completare il piano in gara, occorrerà un anno e mezzo. Si va dunque con un porto completamente nuovo come accesso e ricettività alla fine del 2025. Se così sarà ci aiuterà ad aspettare i tempi realistici per la Darsena Europa. Incrociamo le dita.
Antonio Fulvi
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