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I cento milioni della Regione per l’Aurelia

Eugenio Giani

FIRENZE – Una buona piccola notizia – nel quadro generale delle infrastrutture stradali nazionali – viene dalla Regione Toscana, il cui presidente Eugenio Giani ha annunciato lo stanziamento di  💶🤑 1️⃣0️⃣0️⃣ milioni di euro per avviare il troppe volte rinviato adeguamento della superstrada (?) Aurelia tra Cecina e Grosseto: una vera e propria trappola, con alcuni tratti limitati a 50 e 60 km/h, disseminati di Autovelox 🚗🚙📸 che mietono ogni anno centinaia di milioni dalle tasche dei poveri automobilisti e camionisti. I tratti peggiori, i due lotti a Sud di Grosseto, saranno i primi ad essere allargati e velocizzati. Si è anche chiesto di abolire l’assurdo pedaggio dell’unico tratto – pochi chilometri – a Nord di Cecina, che era stato trasformato in autostrada ma è rimasto senza capo né coda.

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I 100 milioni stanziati dalla Regione Toscana – è stato detto alla presentazione del finanziamento fatta dallo stesso Giani – sono solo un terzo della cifra necessaria per un vero adeguamento a superstrada dell’intero tratto dell’Aurelia rimasto praticamente quello dei tempi di Roma imperiale, salvo alcune deviazioni secondarie. Ma almeno qualcosa si muove, dopo quasi mezzo secolo di polemiche, di scontri con i verdi e i NIMBY (tra le opposizioni anche Capalbio, che ha sempre osteggiato la velocizzazione del tracciato), di progetti per farne una vera autostrada e tante marce indietro.

Adesso si parla di superstrada aperta, e va anche bene, purché si faccia presto.

Da non dimenticare la nemesi che colpì l’ex ministro dei lavori pubblici Altero Matteoli, livornese caparbio che già da consigliere comunale a Livorno aveva fatto una personale battaglia per l’adeguamento dell’ importante ma pericoloso tracciato: morì in un incidente stradale proprio su quel tracciato subito a Nord di Grosseto, tornando a casa dopo una giornata di duro lavoro a Roma.

Una delle tante, troppe vittime, di un vero scandalo tra i tanti sulle infrastrutture nazionali che, come il parco autocarri di cui si parla in prima pagina di questo stesso numero, è tra i più obsoleti d’Europa. 

A.F.

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Pubblicato il
10 Giugno 2023
Ultima modifica
12 Giugno 2023 - ora: 18:05

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