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Colonna Infame

Siamo tutti, ve ne siete certamente accorti, nel periodo delle incertezze. La frusta del Pnrr fa correre anche le AdSP, ma l’impressione del cluster è che rimangano, per tante iniziative anche finanziabili, un discrimine temporale eccessivo. E dove i traffici aumentano – per fortuna, il periodo sembra di ripresa – ci sono sempre più navi in rada, perché non bastano le banchine. Oppure, come per le auto a Livorno, non ci sono piazzali sufficienti per ricevere migliaia di auto elettriche dalla Cina. Qualcuno, pessimista per natura, si sta chiedendo se non andava meglio quando andava peggio.

😳

La guerra in Ucraina non sembra avvicinarsi alla fine: a una fine, quella che sia. Le guerre in Oriente, anche alle soglie di casa (Kossovo), sono sottotono, ma ci sono. Poi ci sono le guerre commerciali e logistiche (l’Austria che fa il muso duro ai nostri TIR) quelle della politica pura (le sculacciate della Francia e in parte di Bruxelles all’Italia) quelle per l’energia (il niet alla Russia), quelle del controllo dell’ex Mare Nostrum con la sua rete sottomarina di arterie e il minaccioso incrociare di sottomarini. Un modo che sembra, per alcuni aspetti, avvicinarsi pericolosamente alla fine del nostro mondo di pace. Quali rimedi? Scriveva Otto von Bismarck, che di conflitti se ne intendeva: “Tanto più siamo forti, quanto meno probabile è la guerra”. Che c’entra? Facciamoci un pensierino.

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La guerra e le guerre: colpisce il fatto che i nostri giovani in età scolastica se ne fregano quasi al cento per cento. Ho sondato alcuni di loro: a scuola non se ne parla, tra amici ancora meno. Ai nostri tempi (noi che siamo più che “anta”) si leggevano le citazioni dei classici. Ve ne ricordo qualcuna.

“Si vis pacem, para bellum” (Roma imperiale); “La guerra è il sistema più spiccio per trasmettere una cultura” (Anthony Burgess); “La guerra è sempre il primo passo verso la pace” (Libero Bovio); “La guerra è la sola igiene dei popoli” (Marinetti, manifesto del Futurismo); “L’utopia più utopica è la pace sempre” (Eraclito). “La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi” (Carl von Clausewitz). “L’uso della bomba atomica nella prossima guerra ci porterà alla successiva che sarà fatta con le clave” (Omar Bradley). “La guerra è sempre una necessità” (Sant’Agostino).

Basteranno questi avvisi per abolire la guerra? Utopia dell’utopia delle utopie…

😄

Ci si chiede se tutta la corsa per sostituire il gas russo con quello di altre fonti, compresi gli importanti investimenti nei rigassificatori FRSU, non sia già una filosofia di retroguardia. ENI sta producendo biocarburanti per i motori tradizionali, che potranno rimanere in azione senza dover ricorrere all’elettrico, con tutti i suoi limiti (e costi). Avanza l’idrogeno, è vero, che darebbe nuovo slancio all’elettrico: ma si parla di almeno cinque anni perché sia davvero operativo. Pannelli solari e parchi eolici continuano ad essere vessati da decine di visti delle burocrazie incrociate, frustrando aziende e famiglie. A quando un quadro finalmente chiaro, che consenta di investire con la sicurezza di non aver sbagliato strada?

😡

Pubblicato il
10 Giugno 2023
Ultima modifica
12 Giugno 2023 - ora: 12:10

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