Contributo ART, primo stop

Carlo De Ruvo
ROMA – “Il primo segnale da parte del Governo è certamente forte e autorevole e consiste nella sospensione della tassa per l’Autorità di Regolazione dei Trasporti per l’anno 2023 insieme alla spendibilità, a breve, dei 300 milioni di euro, assegnati alla categoria, mediante la formula del credito d’imposta”.
Questo il commento del presidente Nazionale di Trasportounito, Franco Pensiero, dopo il risultato della campagna di Confetra e delle categorie della logistica sul tema ART.
“L’auspicio – afferma ancora Pensiero – è che il governo dimostri la medesima determinazione sul tema della riforma delle regole e sul superamento dei numerosi problemi strutturali del settore, quali la carenza ormai cronica dei conducenti; l’individuazione di infrastrutture e aree dedicate; l’attenzione ai limiti comunitari e internazionali così come a motorizzazione e codice della strada; la necessità cogente di modifiche al marebonus e ferrobonus”.
Trasportounito sottolinea come l’autotrasporto rappresenti uno degli indicatori più importanti dell’economia reale, ed è proprio per questo motivo che il sistema deve prevedere azioni simmetriche che, nel caso dell’autotrasporto italiano, si sintetizzano oggi in tre principali interventi: quello di carattere economico per la gestione dell’emergenza, le regole del settore da riformare urgentemente e una nuova strategia finalizzata alla creazione o all’assorbimento internazionale di nuovi conducenti dei veicoli industriali.
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Nei giorni scorsi si era intensificata la campagna di Confetra sul tema. Ecco l’ultimo intervento.
LIVORNO – Come già riportato nel nostro numero di sabato scorso, con propria lettera ufficiale del 21 aprile il presidente Confetra Carlo De Ruvo ha chiesto al presidente del Consiglio Giorgia Meloni di sospendere per l’anno 2023 il versamento del contributo all’ART in attesa di una chiara ridefinizione della disciplina e dei criteri applicativi. Sul tema è intervenuta una nuova circolare. Eccone il testo.
“Confetra ha chiesto inoltre di risolvere la questione delle contribuzioni pregresse degli anni 2019 e 2020 per le quali si sono succeduti diversi interventi normativi e giurisdizionali che hanno generato continui cambiamenti dei criteri contributivi, spesso oggetto di contestazione da parte degli operatori anche alla luce delle difficoltà di calcolo del contributo e degli aggravi contabili e amministrativi posti a carico delle imprese.
“Anche il Legal Advisory Body di Fedespedi, con propria circolare n. 34/23 di seguito integralmente riportata è intervenuto sulla delicata questione del contributo ART rappresentando quanto segue “Le imprese di spedizioni internazionali svolgono un’attività pienamente liberalizzata ai sensi della direttiva servizi n. 123/2006/CE con la conseguenza che nessuna fattispecie di regolazione è oggi applicabile all’attività di spedizione.
Si rappresenta, inoltre, che le imprese di spedizioni sono completamente soggette alle dinamiche del libero mercato e soggette alle norme in materia di tutela della concorrenza in assenza di qualsiasi fattispecie di regolazione (che è ammessa esclusivamente per chi è soggetto a misure di limitazione della libera circolazione dei servizi ai sensi dell’art. 56 TFUE).
Inoltre, l’attività di spedizione non è elencata tra quelle soggette al pagamento del contributo all’Autorità secondo la delibera ART n. 242/2022 come pure quelle degli anni precedenti.
Peraltro, dalla corrispondenza informativa di codesta Autorità con imprese associate, si apprendono interpretazioni di ART relative all’estensione della disciplina civilistica dello spedizioniere-vettore (art. 1741 c.c.) anche alla competenza di regolazione (al fine di attrarre un maggior numero di imprese tenute alla contribuzione), ponendo, così, il rischio di porre l’intero onere economico della contribuzione (o almeno una parte estremamente rilevante) per il finanziamento di ART proprio sulle imprese di spedizione.
Pertanto nell’imminenza della scadenza di pagamento la Federazione auspica, come già a gran voce e in diverse occasioni dalla nostra Confederazione Confetra, che la Presidenza del Consiglio dei Ministri intervenga, se non già sospendendo l’obbligo di versamento, avviando un processo di riforma per un cambiamento normativo che faccia ordine tra le attività liberalizzate e le attività regolate, tra le quali le spedizioni non sono e non possono essere annoverate in stretta applicazione dell’ordinamento dell’Unione europea.
In aggiunta alle iniziative già avviate a livello Confederale la Federazione si riserva di agire nelle sedi competenti, ivi incluse il Parlamento Italiano e la Commissione europea”.