Golar Tundra: quando l’Italia fa sul serio
PIOMBINO – La nave rigassificatore “Golar Tundra”, diretta verso il porto dopo essere salpata dal cantiere coreano dove è stata ristrutturata, è attualmente in Mar Rosso, diretta verso il canale di Suez. Secondo l’AIS dell’unità, che procede a circa 5 nodi con il supporto di due rimorchiatori, la “Golar Tundra” potrebbe imboccare il canale la prossima settimana. Alla velocità di circa 5 nodi che tiene, l’arrivo a Piombino dovrebbe avvenire non prima della metà della prossima settimana.
A Piombino la SNAM ha praticamente completato i lavori relativi all’area dove la nave sarà ormeggiata e collegata alla rete del gas.
Lavori svolti in celerità, malgrado le proteste dei soliti comitati NIMBY: che pure hanno visto una partecipazione ridotta da quando è stato proposto un netto calo 📉 delle tariffe del gas per i residenti.
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Sul piano delle riserve di gas, l’Italia ce l’ha fatta a non andare in crisi. I depositi sono pieni a oltre il 9⃣0⃣% (fonte Ministero) e le forniture dai paesi terzi assicurano che entro poco più di un anno riusciremo ad affrancarci anche dalla residua quota di gas dalla Russia; rimasta peraltro oggi il secondo fornitore con 1⃣4⃣ miliardi di metri cubi/anno, contro i 2⃣9⃣ miliardi del 2021. Primo fornitore oggi è l’Algeria, che ci rivende il gas negli anni scorsi fornito alla Spagna, la quale si è adesso rivolta anch’essa all’Est.
Anche il prezzo del gas 🛢 è crollato e le aziende energivore per prime se ne stanno accorgendo anche per l’energia elettrica 🔌🔋💡: il picco dei 3⃣0⃣0⃣ euro per mgw/h è calato in questi giorni a 1⃣2⃣5⃣ euro: e il gas sta scendendo a 4⃣0⃣ euro, sotto anche al costo di prima della guerra.
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C’è chi si chiede, a fronte di questi drastici cali di costo e altrettanto drastici “pieni” degli stoccaggi, se la politica dei rigassificatori sia ancora valida. Ma tutti gli esperti sostengono che il prossimo futuro vedrà crescere la diversificazione dei paesi fornitori, e buona parte del gas arriverà non più dai gasdotti – estremamente a rischio durante le crisi geopolitiche, come si è visto con il Nord Stream – ma proprio per via navale. La scommessa di anni addietro della OLT Toscana Offshore è risultata vincente; ed è bene ricordare che contro la OLT si erano mobilitati in una sciagurata gara a prevedere le peggiori catastrofi non solo i vari NIMBY ma anche gruppi politici e istituzioni.
In sostanza: il mondo è pieno di gas, le estrazioni sono sempre più, i paesi fornitori anche.
🚶 🚶 🚶 E in attesa della tanto vagheggiata fusione nucleare pulita, il gas rimane la prima fonte di energia su cui possiamo e dobbiamo puntare.
(A.F.)
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