I tanti problemi della logistica su gomma

Nella foto: I partecipanti al nostro incontro nella sede di M&M.
LIVORNO – In questi tempi di massima incertezza sul futuro prossimo, anche il mondo della logistica su gomma prova a interrogarsi sulle strategie in atto e quelle da adottare.
Ne abbiamo parlato con il team operativo dell’impresa 🚚🚛 M&M Trasporti e Logistica, un’azienda nata poco più di dieci anni fa e in continuo lusinghiero sviluppo. Oggi nella nuova sede in via San Francesco, area di Stagno, M&M offre servizi in tutta Italia, ma episodicamente anche all’estero con un parco mezzi moderno ed accuratamente controllato.
Ci hanno risposto 👤 Massimiliano Rossi (responsabile commerciale) 👤 Yuri Sicurani e 👤 Marcello Degortes (responsabili operativi), 👤 Vairo Pagliai ed 👤 Elena Cristache (ufficio operativo).
🎙 Seguiamo da anni la vostra azienda, che ha chiuso un 2022 secondo le prime valutazioni con un buon risultato…
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🗣 “In termini di fatturato 📈 abbiamo registrato un aumento del 1⃣5⃣% rispetto all’anno precedente. Un aumento che però andrebbe depurato dall’incremento delle spese vive 📈, anch’esso consistente.”
🎙 Avete già qualche indicazione su questi due primi mesi dell’anno nuovo?
🗣 “Tutti i riscontri denotano una forte incertezza, il che non è certo positivo. E l’incertezza si riflette su un calo del settore logistico in tutte le sue specializzazioni, malgrado il settore del trasporto gomma rimanga fondamentale non solo nella breve e media distanza, ma anche sulle tratte più lunghe, dove la concorrenza tentata dall’intermodale su ferro non sembra avere il successo preventivato.
In sostanza, tra i costi fortemente aumentati e la richiesta calata, questi due primi mesi non sono stati facili e le previsioni rimangono preoccupanti”.
🎙 Perché a vostro parere il trasporto su ferrovia non funziona come era stato pronosticato?
🗣 “Per un insieme di motivi, primo dei quali il fatto che riempire un treno può essere veloce e conveniente quando ci sono grandi quantitativi di container per una singola destinazione: ma diventa difficile e richiede tempi lunghi, non compatibili con il mercato, quando i pezzi diminuiscono. Inoltre il trasporto in Italia è sempre stato frazionato, con tante destinazioni e tanti carichi ridotti. Infine i collegamenti ferroviari non sono ancora stati realizzati come dalla pianificazione ufficiale. Si vedano i collegamenti dal porto all’interporto e alla rete nazionale.
Noi infine operiamo in media su un raggio di 6⃣0⃣0⃣ km. Dove la concorrenza ferroviaria non esiste.”
🎙 Proviamo a individuare l’aumento dei costi, di cui avete accennato all’inizio…
🗣 “Parlandone in generale, i costi sono aumentati in questi ultimi mesi almeno del 2⃣0⃣%, considerando non solo il prezzo del gasolio ⛽ dopo la rimessa delle accise, ma anche il costo delle autostrade 🛣 (almeno l’1⃣% a scalare in crescita), quello delle gomme 🛞 (dal 2⃣0⃣% in su) delle manutenzioni straordinarie, dei prezzi di ricambio. Se poi vogliamo un camion nuovo, il costo è aumentato almeno del 2⃣0⃣%, oltre al fatto che dobbiamo aspettare un anno per averlo. E poi c’è il costo della burocrazia, dei controlli cosiddetti di sicurezza, delle cento pratiche da svolgere quasi ogni giorni…”
🎙 Non sembra di intravedere un orizzonte sereno. Eppure si legifera su innovazioni epocali, con la morte dei motori endotermici e l’avvento dei vettori elettrici a breve.
🗣 “Nella pratica corrente, le notizie delle decisioni europee incrementano prima di tutto i dubbi e anche gli scetticismi. Sulle motorizzazioni elettriche per esempio: assurdo pensarci per i grandi Tir, sia per problemi di ricarica che per potenze.
🚚🚛🔌🔋Potrebbe andare forse, per i furgoni urbani o a brevissimo raggio.
Ma anche in questi casi occorrerà rivoluzionare le città con punti di ricarica che non esistono. E specializzare una rete di assistenza, anch’essa inesistente. Il tutto a costo di chi? Delle imprese, che già oggi sono in difficoltà?
🎙 Ultimo tema: si dice che sia difficile trovare nuovi autisti e nuovi addetti alla manutenzione.
🗣 “Purtroppo è così. Sono pochi i giovani che hanno la necessaria esperienza mentre i vecchi autisti vanno progressivamente verso l’uscita dal mercato. Mancano scuole di formazione adeguate, che non siano solo sulla carta. E manca anche la spinta verso un mestiere che un tempo dava soddisfazioni anche economiche e oggi è di pesante sacrificio. Un sacrificio che chi è giovane e non ha una tradizione di famiglia fa fatica a capire, oltre che accettare”.
A.F.
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