Yachts e paga “unificata”
PISA – Dopo un anno in cui il trend del comparto marittimo del diporto è cresciuto a doppia cifra, in cui la Blue Economy ha invaso i saloni nautici di tutto il mondo, in cui sono stati venduti i primi yacht NFT per navigare nel metaverso, – riferisce la nuova associazione AssoYacht – il 2022 è stato l’anno che ha visto introdurre una disciplina contrattuale pensata e dedicata esclusivamente al diporto privato, staccandosi definitivamente dalle logiche della contrattazione industriale e commerciale per affrontare più efficacemente tematiche e peculiarità che lo riguardano.
Quelli che fino a ieri erano stati usi, spesso privi di riscontro normativo, sono ora inseriti all’intero di un sistema di norme contrattuali che consente agli armatori di avere la certezza della disciplina che regola i rapporti di lavoro marittimo e degli adempimenti connessi, valorizzando al massimo le peculiarità del servizio reso in ambito diportistico privato. Tra questi:
1) Vengono disciplinati per la prima volta elementi come la riservatezza della famiglia e degli ospiti a bordo.
2) Viene introdotta la c.d. Paga Unificata, mediante la quale è possibile determinare una retribuzione concordata con il marittimo comprensiva degli elementi variabili della retribuzione – con il limite della sommatoria contabile delle singole voci analitiche previste nel CCNL e di legge -.
3) Vengono definiti ruoli, competenze e oneri dei soggetti che intervengono nella gestione dell’unità e previste forme di comunicazione digitale per la gestione del rapporto di lavoro.
Elemento di particolare importanza è proprio la paga unificata che, da semplice uso del settore, trova finalmente anche in Italia una specifica disciplina contrattuale. Quest’ultima contribuisce ad aumentare la certezza dei rapporti tra armatore e marittimi e, contemporaneamente, consente a questi ultimi di ricevere l’importo concordato anche nei mesi in cui non vi è navigazione o comunque in periodi di minore o diversa attività lavorativa. Il tutto sempre entro il limite dalla sommatoria contabile delle singole voci analitiche previste dal CCNL e dalla legge.
Anche grazie al contributo di AssoYacht, l’assioma diporto privato uguale lusso dovrà essere allargato dalla consapevolezza che, per uno sviluppo importante e duraturo del settore, non si potrà prescindere dalla tutela dell’ambiente, dallo sviluppo tecnologico e da un pieno riconoscimento – anche istituzionale – del diporto come settore turistico.
“Due i grandi obiettivi che la nostra associazione si pone per il prossimo triennio 2023/2025 – afferma il presidente Michael Tirrito:
1) Riportare sotto la disciplina contrattuale italiana molti dei rapporti di lavoro che, su bandiera estera, decidono di applicare la normativa di altri paesi pur avendo un collegamento forte con l’Italia. Per raggiungerlo sarà necessario, oltre ad una efficace operazione di sensibilizzazione, anche l’intervento delle istituzioni al fine di ridurre l’impatto contributivo e fiscale sul lavoro marittimo in modo da rendere l’Italia effettivamente competitiva rispetto ad altri paesi.
2) Far vivere il diporto e tutto il mondo dell’indotto – compresi i porti turistici – per 365 giorni l’anno”.
“L’Italia è un vero e proprio pontile sul Mediterraneo – ribadisce il presidente Tirrito – e non è ammissibile lasciarsi sfuggire la possibilità di sfruttare al massimo questo vantaggio competitivo e di visibilità internazionale. Far vivere il mare, i porti turistici e le aziende dell’indotto per 365 giorni l’anno è il vero obiettivo per supportare e sviluppare il settore in modo sostenibile”.