Petroliere cercasi d’urgenza
BRUXELLES –
Prepariamoci, lo dicono gli analisti europei, a un inverno con i carburanti ⛽ più cari 📈💶.
Possiamo anche fare gli scongiuri e toccare ferro: ma l’embargo al petrolio russo, scattato formalmente il 5 dicembre scorso, sta provocando due conseguenze per i paesi europei.
Il primo: le rotte di trasporto del greggio (e anche del raffinato) si sono allungate molto perché l’Europa sta diventando dipendente dagli Usa, Medio Oriente e Africa.
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Il secondo: anche i mezzi marittimi di trasporto scarseggiano perché il parco delle petroliere si sta rivelando inferiore alle richieste.
Le due cause sommate stanno portando a un aumento del prezzo delle petroliere (Il Sole24Ore pochi giorni fa titolava che sono ricercatissimi anche i rottami…), a un aumento dei loro noli e quindi all’aumento del costo finale.
Secondo il Dirty Tanker Index i noli saliranno fino a 2⃣0⃣0⃣ mila dollari 💰 al giorno.
Per l’Italia c’è il problema aggiuntivo della raffineria Luxoil (nella foto il terminale siciliano) in società con i russi.
È in atto un escamotage per salvare lavoro e produzione, ma con il suo costo.
Soluzioni?
Per ora i costieri italiani sono quasi pieni, ma bisogna sbloccare subito – dicono gli analisti – i troppi “caveat” burocratici contro i parchi eolici costieri per le energie rinnovabili.
Se ne parla sempre ma ad oggi sono più che altro speranze.
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