Dragaggi e microtunnel, pesanti ritardi
LIVORNO – 👣 Un passo alla volta, molto lentamente 🚶♂️ per la verità: ma pare che con le normative attuali e con la revisione dei costi partita dalla crisi delle materie prime, non si possa fare di più.
Così 🏗🛳 l’Autorità Portuale del Nord Tirreno presieduta da 👤 Luciano Guerrieri sta cercando di rimettere in piedi il programma già appaltato per la bonifica e il dragaggio delle aree della futura Darsena Europa, e sottoposto come tutti i lavori portuali a una pesante revisione dei costi.
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Si è parlato di almeno 8⃣0⃣ milioni in più 💶 rispetto ai quasi 3⃣0⃣0⃣ milioni 💶 dell’appalto assegnato. Non facile né semplice.
Ma l’annuncio dell’AdSP di un indizio dei lavori di bonifica bellica delle aree, bonifica propedeutica ai dragaggi, fa ben sperare.
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Tanti ancora i ritardi ⌛ che stanno rendendo difficile mantenere i programmi varati dall’AdSP anche solo un anno fa.
Uno dei più gravi riguarda la conclusione della neverending story del microtunnel sulla strettoia d’ingresso del porto.
Completato in forte ritardo per i sedimenti e l’inattesa falda d’acqua, il microtunnel è comunque pronto ormai da quasi un anno, con l’impegno dell’ENI di trasferirci le tubazioni che oggi sono poggiate sul fondo del canale e condizionano il fondale: un’operazione più che urgente visto il costante aumento di dimensioni (e pescaggio) delle navi destinate al porto.
Il guaio è che l’ENI sta andando piano, molto piano: troppo piano, secondo gli operatori della Darsena e del canale industriale che ci hanno confermato preoccupazioni e delusione.
Si parla addirittura di un ritardo di due anni, che porterebbe all’allargamento e all’approfondimento del canale, rispettivamente a 1⃣2⃣0⃣ metri e a 1⃣4⃣/1⃣5⃣, previsti per l’inizio del 2⃣0⃣2⃣3⃣, addirittura al 2⃣0⃣2⃣5⃣.
Se fosse vero, ci sarebbe da fare fuoco e fiamme🔥🔥 , non certo da subire in silenzio.
(A.F.)
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