Ancona: ultimo miglio, connessioni e elettrificazione

Vincenzo Garofalo
ANCONA – Nel mezzo del cammin dell’Adriatico …potremmo cominciare così, plagiando Dante, l’intervista al presidente dell’AdSP di Ancona ingegner 👤 Vincenzo Garofalo.
Un’intervista interessante non solo per le cose dette, ma anche perché fa parlare un personaggio relativamente autonomo dal mondo dei porti italiani, nominato per compattamento di diverse forze nazionali e locali dopo una non breve ma dura contesa.
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Il suo curriculum è quello di un tecnico, con esperienze anche politiche ma con specifica competenza sui porti del Sud essendo stato anni fa presidente del sistema Messina ed esperto a fianco delle strutture ministeriali. È stato accolto con generale stima, confermata dopo i suoi primi mesi di mandato.
🎙 Presidente, la sua nomina ad Ancona è stato un apprezzabile “compattamento” di istanze sia istituzionali che politiche diverse, caso abbastanza raro nel settore…
🗣 “Sono fiero di questo risultato, e naturalmente la cosa mi spinge ancor più a meritare la fiducia che mi è stata accordata. Il mio obiettivo è di aiutare questo nostro Sistema Portuale del Centro dell’Adriatico di esprimere ancor meglio tutte le sue potenzialità, in un quadro di sistema non solo adriatico e nazionale, ma anche europeo. Dobbiamo lavorare per assicurarci un miglior raccordo sui corridoi UE del piano TEN-T, sia superstradali che ferroviari, non soltanto per sviluppare il porto ma anche per servire l’economia del territorio, i produttori e le aziende che guardano a maggiori mercati. Consapevole, come siamo, delle nostre possibilità di ulteriore crescita valorizzazione sia economica che sociale”.
🎙 Il PNRR offre, con risorse che non sembrano minimali, nuove opportunità ai porti più pronti a presentare progetti concreti nei tempi brevi. Su cosa puntate voi?
🗣 “Puntiamo ovviamente a cogliere l’opportunità, e infatti ci lavoriamo a tutto ritmo, cercando di farci carico sui tempi anche di quelle amministrazioni meno solerti che fanno parte delle realtà. Semplificando al massimo, vogliamo prospettare le migliori connessioni per l’ultimo miglio, sia ferroviario che stradale, in un rapporto produttivo sia con Anas che con RFI. E vogliamo insieme puntare all’elettrificazione delle banchine e dei piazzali, in un quadro ormai mondiale di “green ports” che comporta anche il sistema del cold ironing a supporto delle navi nello scalo”.
🎙 Sul cold ironing però ci sono molte perplessità: costi troppo alti dell’energia elettrica, navi non ancora dotate di appositi collegamenti alla rete, energia che viene da centrali tutt’altro che verdi…
🗣 “Conosco queste osservazioni, ma ritengo che in ogni caso il cold ironing possa essere un passo in avanti verso il meglio. Mi risulta che ormai il 50 per cento delle nuove navi siano già dotate degli adatti collegamenti. Il tema delle tariffe degli alti costi dell’energia inoltre non può certo avere risposte locali, bensì almeno europee: e su questo tema è in corso proprio in Europa lo studio di interventi concreti. Voglio anche aggiungere che l’elettrificazione dei porti non deve essere intesa solo verso le navi, ma deve guardare anche ai servizi portuali: rimorchiatori, terminal, magazzini. Con l’obiettivo di migliorare l’economia ma anche l’impatto sulla salute della gente e le ricadute sociali”.
🎙 Tra le tante notizie, vere o fake news, circolano anche preoccupazioni su quelle che vengono da qualcuno definite “tante anime” nel cluster portuale nazionale e che si rifletterebbero in Assoporti, fino a paventare scissioni o sinecure. Un po’ come abbiamo visto in altri settori dove invece ci si è divisi: armamento nazionale, logistica, trasporti stradali, etc.
🗣 “Assoporti non è un’associazione imprenditoriale di privati, ma un organismo di sistemi pubblici che fanno capo allo Stato e che esprime con l’assemblea ciclica dei presidenti proposte e suggerimenti, non certo scontri. L’obiettivo comune è di aiutare il sistema portuale nazionale a battersi ad armi pari con quello del Nord Europa, non certo a rubarsi traffici tra noi porti italiani. Parlare di scissioni non ha senso, quando tutti abbiamo lo stesso obiettivo nazionale e semmai c’è una delega di legge al Ministero per valorizzare in un quadro di efficienza specializzazioni e vocazioni più spinte”.
A.F.
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