Il risiko dei reefer
Spedire un contenitore reefer continua a costare molto, sia per il nolo puro, sia per le oscillazioni sulla disponibilità o meno a bordo delle unità navali con gli appositi attacchi.
L’ultima analisi Reefer Shipping Forecaster di Drewry sottolinea che
i costi medi globali per l’invio di un box refrigerato nel secondo trimestre 2022 abbiano superato i 6⃣.0⃣0⃣0⃣ dollari (+5⃣0⃣,4⃣% dall’inizio dell’anno) e siano ancora saliti subito sotto i 7⃣.0⃣0⃣0⃣ nel terzo.
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Potrebbe forse arrivare una tendenza al rallentamento, finora osservata solo su alcune tratte (l’indice ne tiene in considerazione 15), che comunque in media sarà inferiore al calo generale, tanto da confermare i noli reefer come i più cari.
Ci sono, come sempre, differenze a seconda delle tratte.
Sono aumentate meno le tariffe per le tratte est-ovest, sembra per il calo di export di carne di maiale da Europa 🇪🇺 e Stati Uniti 🇺🇸 verso la Cina 🇨🇳.
Invece le transatlantiche westbound hanno registrato crescite del 9% nella prima metà dell’anno, grazie alla ripresa osservata negli Usa dei settori alberghiero; con i noli che sono subito raddoppiati.
Complessivamente, sempre secondo la società Drewry, la domanda di trasporto refrigerato via container, che nel 2021 aveva vissuto una ripresa del 2% (per complessivi 137,4 milioni di tonnellate) dopo il calo della pandemia, quest’anno si fermerà all’1% in più rispetto a un anno fa, per circa 138-139 milioni di tonnellate.
Drewry si attende comunque un incremento annuo medio del 3% 📈 nei prossimi anni e fino al 2026.
Tra le cause il progressivo invecchiamento della flotta di navi reefer, che scontano anche pochi ordini di nuove unità ai cantieri.
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