Bacini, il via alla ricostruzione

Nella foto: Il bacino com’è oggi, una darsena aperta ancora occupata da un trumper sotto sequestro da anni.
LIVORNO – Sembrava che l’annosa attesa non dovesse finire più: la gara era stata assegnata da più di un anno al consorzio “gestione Bacini” (capitanato dal gruppo Azimut/Benetti) ma la precedente raffica di ricorsi al Tar aveva convinto sia il consorzio sia l’AdSP ad andarci a passo di tartaruga.
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Ora finalmente arriva notizia (ufficiosa ma da buona fonte) che il bacino galleggiante sta per ospitare ben due yacht insieme – uno dei quali oltre 100 metri di lunghezza): e specialmente che gli assegnatari hanno avviato la progettazione dei tanti lavori di restauro del bacino grande.
Un’opera che comporta il totale rifacimento delle spalle del bacino con i loro impianti: e per l’occasione i due moli saranno abbassati di almeno un metro, per essere più adatti agli yacht.
Anche la vasca centrale sarà restaurata e (sembra di capire) approfondita al centro, in considerazione delle dimensioni sempre crescenti delle navi/da diporto e commerciali) ivi destinate.
L’ultima notizia riguarda la barca-porta, che affondò anni fa durante una violenta burrasca di vento. Sono state fatte ispezioni subacquei e l’importante manufatto è stato trovato ancora in buone condizioni, per cui occorrerà riportarlo a galla, risistemarlo ma non ricostruirlo ex novo.
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Come sempre accade, specialmente nel porto di Livorno, saranno i tempi delle pratiche tecnico-burocratiche a determinare il ritorno in funzione del bacinone.
Difficile credere che possano bastare mesi, ma c’é chi ci spera. Anche perché l’altra cordata che si era battuta per l’assegnazione avrebbe già preso contatti per poter collaborare in vista della serie di navi che avrebbe già opzionato per lavorarle a Livorno.
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