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Azimut/Benetti, il best nei motoryacht

VIAREGGIO – Per il ventiduesimo anno consecutivo è stato ricordato lunedì nella cerimonia a Livorno per il varo de B.Yond 37MAzimut|Benetti si riconferma leader nella produzione di megayacht. Una grande soddisfazione, ma anche una grande responsabilità che spinge il gruppo a superare i propri limiti e a tracciare nuove rotte. 

Dall’ormai quasi ventennale impegno del Gruppo nell’abbattimento dei consumi delle proprie imbarcazioni, è arrivato un nuovo importante traguardo: 🛥 Benetti B.Yond 37 metri 🛥, lo yacht state of the art dell’impatto ambientale.

Al quale si aggiunge una nuova sfida: una gamma di yacht di ultima generazione, chiamata Azimut SeaDeck, che per la prima volta affronterà la tematica ambientale in maniera integrata. 

Un impegno dell’azienda che non si ferma ai propri prodotti – è stato detto ancora – ma che abbraccia il loro ciclo di vita e che mette al centro l’uomo: 1⃣3⃣0⃣ milioni di euro 💶 in 4⃣ anni nuovi investimenti 💰 sugli yacht di ultima generazione, sui propri cantieri, per energia più pulita, metodi avanzati di produzione e progetti formativi.

* * *

La ricerca del Gruppo Azimut|Benetti si è sviluppata negli ultimi anni su due binari paralleli e spesso compenetrati:

  • la riduzione dei consumi mirata all’abbattimento progressivo delle emissioni di CO2 (anidride carbonica) e di NOx (ossido di azoto); e
  • la sperimentazione nel campo delle propulsioni diesel-elettriche e ibride, ottenendo risultati concreti in entrambi i casi. 

Per quanto riguarda il progetto Low Emission Yachts, il Gruppo ha un’intera gamma di imbarcazioni che consentono un risparmio di carburante fino al 30% (alla velocità media di utilizzo), e di conseguenza riducono le loro emissioni, che sono direttamente proporzionali ai consumi di carburante. 

Questi risultati sono stati raggiunti attraverso l’azione congiunta di tre elementi:

  • l’alleggerimento dello yacht, grazie all’uso estensivo della fibra di carbonio nelle sovrastrutture;
  • le carene idrodinamiche estremamente performanti; e
  • la combinazione di questi due elementi con le propulsioni più efficienti per il tipo di imbarcazione, se non addirittura propulsioni ibride. 

Nel campo delle propulsioni diesel-elettriche ed ibride la ricerca del Gruppo ha portato – già nel 2006 – al varo del primo yacht diesel elettrico al mondo con propulsori Azipod – il M/Y Benetti Ambrosia 65M – ed è proseguita a giugno 2020 con il varo di Benetti Luminosity 107M, ancora oggi lo yacht ibrido più grande al mondo.

Infine l’ultimo arrivato, il B.Yond 37M, nuovo Voyager di Benetti a basse emissioni: a buon titolo, lo yacht a minor impatto al mondo della sua categoria grazie all’introduzione combinata del sistema ibrido E-Mode Hybrid sviluppato in esclusiva con Siemens Energy e dei filtri catalitici SCR (paragonabili all’Euro 6 nell’automotive) sui motori principali. 

Gli ingegneri di casa Benetti hanno calcolato che considerando un uso approssimativo di 1.000 ore annue – 400 di navigazione e 600 all’ancora – rispetto a una barca analoga, il B.Yond 37M riduce le emissioni di CO2 fino al 24% e di NOx (ossido di azoto) fino ad un massimo dell’85% . 

* * *

Al momento, Azimut|Benetti dispone di una gamma di oltre 21 modelli di yacht a basse emissioni, 12 i modelli della famiglia Azimut – e cioè il 50% della produzione, con architetture navali avanzate – e 9 della famiglia Benetti, disponibili sia nella versione Diesel Mechanical che E-Mode Hybrid. Dal 2014 il Gruppo ha prodotto e commercializzato oltre 500 modelli Low Emission, che già oggi navigano nei nostri mari. 

Autonomia, silenzio, zero vibrazioni: oltre a ridurre i consumi di propulsione, la ricerca porta a sviluppare soluzioni per azzerare le emissioni sotto costa, durante gli stazionamenti all’ancora.

Lo Zero Emission Hotel Mode consente di poter sostare in rada a generatori spenti per un tempo prolungato, in totale armonia con la natura, in 🔈 assenza di vibrazioni e nel 🤫 silenzio più assoluto.

Tutti i nuovi modelli della linea Azimut Magellano e degli yacht sopra i 30M di ultima generazione sia Benetti sia Azimut presentano questa feature. 

Il futuro prossimo? 👁‍🗨

Un’intera gamma di prodotti, a partire dai 50 piedi. Un segmento del desiderio – dicono i manager – dove Azimut può davvero fare la differenza in termini di impatto, visto il bacino più ampio di possibili armatori. Si chiama SeaDeck, ed è basata su un approccio olistico alla sostenibilità che cerca di integrare uomo e natura a 360°. 

L’approccio alla ricerca sostenibile non si limita su SeaDeck ad alcune specifiche applicazioni, ma abbraccia l’intero concept della barca, investendo i materiali di costruzione, la propulsione, l’impiantistica e l’arredo. L’esperienza accumulata dal Gruppo sugli alleggerimenti, sull’idrodinamica, sul carbonio e sulle propulsioni ibride sono solo la base di partenza per un progetto che vuole, ancora una volta, affrontare in modo sostanziale una nuova frontiera della sostenibilità. Propulsione ibrida, fotovoltaico, sughero e non più teak, riduzione dalla plastica a bordo, sono solo alcune caratteristiche della gamma. 

Anche dal punto di vista della vita a bordo, navigare sul SeaDeck significa vivere un’esperienza immersi nel paesaggio naturale, grazie all’unicità degli spazi aperti che fanno sentire in simbiosi con l’ambiente marino. Per saperne di più, appuntamento a Düsseldorf a gennaio 2024. 

Un’industria 4.0 fondata sul capitale umano. Consapevole che la tutela dell’ambiente e l’accesso alle risorse sono temi imprescindibili per qualsiasi azienda globale, il Gruppo lavora da tempo anche in un’ottica di responsabilità sociale, restituendo benessere e competenza al territorio in cui si inserisce. 

L’impegno del Gruppo in questa direzione si concretizza in impianti fotovoltaici e di trigenerazione (per generare energia elettrica, calorifera e frigorifera da metano), coibentazione dei capannoni con ampliamento e ottimizzazione degli spazi all’interno dei siti produttivi, che assicurano un’importante autonomia in termini di fabbisogno energetico richiesto – progressivamente dal 20% in su – e offrono un ambiente di lavoro sicuro. Già nel 2014 il Gruppo ha raggiunto un altro importante traguardo con la certificazione ISO 45001 sulla salute e sicurezza dei lavoratori in tutti e 5 i siti produttivi italiani. 

Pubblicato il
9 Luglio 2022
Ultima modifica
12 Luglio 2022 - ora: 11:21

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