LIBRI RICEVUTI – “Storie di navi, naufragi e marinai” (Gianfranco Vanagolli)
(di Antonio Fulvi)
Edizioni Il Frangente
Che Gianfranco Vanagolli, elbano di razza, sia anche uno scrittore di razza l’ho già detto presentando tempo fa il suo romanzo “Il Cacciadiavoli e altro mare”. Questa sua nuova opera però dimostra anche un’altra dote: quella del ricercatore di storie altrui, fatte sempre di navi e di marinai, ma senza quasi suoi interventi narrativi: pura ricerca di relazioni di bordo, nel linguaggio dei tempi in cui si navigava a vela in tutti i mari del mondo. Si navigava, si faticava, si combatteva contro le autorità costiere ottuse, il maltempo e le bonacce, si finiva spesso con il naufragare. Sono 130 pagine di cronache secche e a volte zoppicanti, dalle quali traspare una vita a bordo che poteva allora rispondere all’antico detto secondo cui “ci sono i vivi, i morti e coloro che vanno per mare”.
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Sono 19 storie brevi quelle che Vanagolli incolonna, relative a imbarcazioni elbane o con riferimenti elbani, ripescando i rapporti di bordo, qualche testimonianza, piccoli brandelli di storia patria come la tentata fuga in Adriatico di Giuseppe Garibaldi su una dozzina di sfortunati bragozzi. La penultima delle storie è il racconto dello speronamento dell’“Andrea Doria” al largo di Nantucket: naufragio ultracelebre, celebrato da dozzine di libri e film ma in questo caso rivisto come in un incubo dal primo ufficiale di macchina, l’elbano Pazzagli. Degna chiusura, la storia della turbonave “Pina Onorato” in un viaggio del 1956 verso Shanghai dove prima di sbarcare il carico fu necessario liberarsi di migliaia di topi con l’antico (ma funzionante) sistema cinese delle trappole…
Un libro dunque di testimonianze di mare vero, non certo di romanzi creati ad arte. Chiuso da un utile glossario di termini marinareschi che vale anche da solo la lettura. Bravo Vanagolli, continua così.
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