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L’ENI Livorno e il greggio dalla Russia

Nella foto: La “Sea Jaguar” davanti a Livorno.

La nave cisterna “Sea Jaguar” che dal 3 aprile ha operato al terminale livornese della Raffineria ENI ha destato parecchi interrogativi, come quelli che ci ha espresso via mail un lettore di Antignano (Livorno) giovedì scorso. Sintetizziamo:

Dopo parecchi giorni che il mare davanti alla mia casa di Antignano era quasi deserto di navi, da martedì scorso c’è all’ancora una grande nave cisterna di cui non leggo bene il nome per la lontananza, ma che amici della Capitaneria mi hanno detto essere russa, che avrebbe scaricato petrolio in porto. Mi hanno anche detto che la notizia è apparsa su alcuni giornali, senza però precisare molto. Io seguo il vostro giornale e ricordo che avevate scritto tempo fa che la Raffineria ENI di Livorno non lavora più il greggio per benzine e diesel: a parte la questione delle sanzioni alla Russia, ma allora che ha scaricato questa nave?

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La “Sea Jaguar” è una grande nave cisterna, in linguaggio tecnico crude Oil tanker (IMO 9482627) che risulta essere oggi sotto bandiera delle isole Marshall, avendo cambiato in precedenza bandiera e nome (i dati ISO però non riferiscono le precedenti bandiere tra cui si dice fosse anche quella russa). La nave è stata varata nel 2011, è lunga 250 metri e larga 44 metri, pesca a pieno carico 9,5 metri ed ha attraccato a Livorno lo scorso 30 marzo proveniente dal porto russo di Novorossiysk del Mar Nero dove ha caricato crude Oil dal KTK Oil terminal russo. Dopo aver scaricato parzialmente a Livorno per l’ENI la “Sea Jaguar” si è portata all’ancoraggio davanti alla costa Sud, dove appunto lei ce la segnala. C’era ancora ieri, probabilmente in attesa di ordini dall’armatore.

Sul carico di greggio, imbarcato in porto russo a fine marzo, l’ ENI ha voluto specificare che si tratta di prodotto non russo ma proveniente dal Kazakistan attraverso una pipe-line dedicata. L’ENI ha anche puntualizzato che né Novorossiysk né il Kazakistan sono attualmente sotto embargo per le sanzioni e che l’importazione anche di greggio russo sarebbe comunque – per ora – consentita. Ciò malgrado l’ENI afferma di aver chiuso ogni rapporto commerciale con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Come noto, attualmente solo il carbone russo è stato dichiarato dalla UE sotto embargo. Per la precisione infine, va ricordato che il Kazakistan non è tra gli stati colpiti dalle sanzioni anche se ha rifiutato di aderire all’embargo decretato dalla UE.

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Pubblicato il
9 Aprile 2022

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