Una piazza di nome Italo

Italo Piccini
LIVORNO – Adesso è ufficiale: il Comune ha deliberato di intestare la piazza del Padiglione, quella davanti al palazzo della Compagnia Portuali, all’ex console e poi presidente della stessa Compagnia, Italo Piccini. Una scelta più volte prospettata, che si è più volte impantanata nella burocrazia, malgrado tutti avessero riconosciuto che il ricordo del console-demiurgo del porto doveva essere in qualche modo istituzionalizzato.
Scomparso nel 2010 a 83 anni per un tumore al polmone, Italo aveva “creato” il porto moderno, avendo retto le redini della Compagnia portuali per quasi cinquant’anni. Sotto la sua guida la cooperativa di facchini del porto era diventata una potenza, prima in Italia a capire e adottare la politica dei contenitori, prima a investire in terminal Inland (il Faldo), prima ad adottare, malgrado la stretta osservanza del credo comunista, il criterio che “il lavoro non ha bandiere”.
[hidepost]
Italo era un uomo di umili origini ma di grande testa e di grandissimo cuore. Chiunque si rivolgesse all’allora potentissima Cilp trovava aiuto, senza che gli fosse richiesta una tessera. E l’essere portuale a Livorno era diventato una bandiera d’orgoglio, nel bene e qualche volta anche nell’eccesso. Come sempre al mondo. La Compagnia di Livorno erta diventata sotto la sua guida la più dinamica ed aperta d’Italia, arrivando scontarsi ideologicamente anche con quella genovese di Paride Batini, meno pragmatica pur nella comunanza di dottrina.
Per chi, come noi, ha conosciuto Italo e si è anche scontrato spesso con le sue intemerate – ci sono caratteri che nel confronto fanno scintille – la sua scomparsa è stata una grande perdita, quella di un amico più che di un avversario. La scelta di intestargli la piazza davanti al “suo” palazzo” non può che farci piacere: e ne ringraziamo il sindaco Salvetti insieme a tutti coloro che hanno appoggiato l’idea. (A.F.)
[/hidepost]