Cold ironing, soldi buttati?

Nella foto: Uno dei tre “cassoni” del cold ironing sulla Calata Sgarallino di Livorno
Un portuale livornese che ci chiede di firmarlo con le sole iniziali, R.U. ci ha mandato via mail una domanda secca:
Molti di noi portuali livornesi che quotidianamente lavorano sulla Calata Sgarallino, si chiedono a che diavolo servano quei tre “cassoni” da anni chiusi e non operativi lungo la banchina, realizzati come impianto di cold ironing e costati, per quello che ricordo, quasi dieci milioni di euro. Adesso ci dicono che l’Unione Europea impone questi impianti in tutti i principali porti e anche da noi l’attuale impianto sarà potenziato. Ma non ci sono navi che possano utilizzarlo.
E allora, altri soldi buttati?
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Gli impianti di cold ironing fanno parte del diktat di Bruxelles sull’elettrificazione dei porti, che in effetti sembra almeno velleitario visti anche i costi attuali dell’energia elettrica: e visto che la corrente elettrica viene ancora da centrali inquinanti. Però alcune delle nuove navi da crociera stano nascendo con la possibilità di “succhiare” corrente dagli impianti in questione. È un po’ come la storiella se è nato prima l’uovo o la gallina: forse se ci saranno gli impianti nasceranno anche le navi; ma se la corrente costerà troppo le navi se la produrranno da sole, con impianti di bordo non inquinanti…
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