Alla ricerca della strada giusta

Nella foto: La giunta alla conferenza.
LIVORNO – È un rito: e come in tutti i riti, c’è chi recita, chi ascolta e chi alla fine, rompe le balle. Così nel rito della conferenza stampa di fine anno del sindaco di Livorno Luca Salvetti. Ottimo comunicatore da giornalista televisivo, giovane di bell’aspetto con una giunta prevalentemente di giovani signore good lucking, si è presentato ed ha presentato i suoi collaboratori all’insegna di uno slogan forse un pò presuntuoso ma su buone radici: “la strada giusta”. Furbamente illustrato da brevi frames sul grande schermo alle sue spalle, dai quali risultava che Livorno – ma anche l’ambito turistico più allargato a Collesalvetti e Capraia isola – è il migliore dei mondi possibili (per dirla alla Pangloss di Voltaire). Esagerati? Si, ma ci piace…
L’abbiamo ascoltato, un parterre di cronisti inframezzato da funzionari comunali e delle municipalizzate, tra l’interessato e il sorpreso. Più che altro ci ha sorpreso il fatto che al quadro davvero ottimistico presentato dal sindaco Salvetti abbiamo tutti reagito in positivo: segno che ci ha convinto? Segno, forse, che ci è piaciuto sentirci così: una città che finalmente non si piange addosso, che ha un elenco reale di core reali fatte o in fieri, e con gli eletti – anzi, con le elette, in netta maggioranza in giunta – orgogliose di quanto stanno facendo. In questo quadro di spirito natalizio malgrado i disastri del Covid, ci è sembrato di cogliere anche qualche richiamo, amichevole ma concreto, per l’ordine e la disciplina.
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Il vecchio detto “Se vuoi far quel che ti pare vai a Livorno” a sentire il sindaco e i suoi assessori, ha perso vigore. Rimane magari attuale quello secondo cui “i discorsi li porta via il vento e le biciclette i livornesi” (anche quest’anno un record di bici rubate) ma potremmo sottilizzare se è nel DNA labronico o c’è anche un crescente contributo di altri. E poi sono furti d’uso: forse aveva ragione la madre Teresa di Calcutta livornese, la beatificanda Olimpia Sgherri, che commentava i tanti furti delle sue bici serafica: “Vuol dire che gli servivano”. Tanti poveri a caccia di bici? Un dato di fatto riferito dal sindaco dimostra che ci si sta muovendo: in un anno il Comune e le sue partecipate hanno assunto oltre 600 persone. Sarà anche una goccia nel mare, ma è una goccia che vale.
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Ho divagato e me ne scuso. Questo è un giornale marittimo e logistico, quindi vengo al tema più legato: la viabilità di cintura relativa al porto. Sia il sindaco Salvetti, sia la giovane e coinvolgente assessoressa Cepparello hanno riferito che ci sono interventi per almeno mezza dozzina di milioni sulla viabilità, con prevalenza al viale Italia sul mare ma anche alle strade urbane. E per il porto? Richiamati da una domanda, il sindaco e l’altra assessoressa, Barbara Bonciani, hanno ammesso che si sta lavorando per concertare soluzioni con le istituzioni del territorio, AdSP per prima. Il problema sembra essere che l’AdSP a sua volta è partita in solitaria con una gara per progettare tutta la viabilità di anello del porto. Chi l’ha ricordato, come replica, ha innescato contro-repliche piccate. Le riassumo: l’AdSP non può pensare di andar da sola, dovrà condividere il cammino da fare per quella viabilità di cintura che riguarda anche ma non solo il porto. Luciano Guerrieri avvertito. Insomma, la strada giusta, almeno su qualche dettaglio, ancora va trovata. Auguri.
A.F.
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