Porto 2000 e il calvario dell’ex presidente
LIVORNO – L’impegno per i bambini è un atto di civiltà, che dimostra anche come tra i cento problemi della società livornese Porto 2000 ci siano ancora dei cuori.
Ma a margine della ormai infinita sospensione dei progetti di rilancio – un problema all’esame del Consiglio di Stato come abbiamo recentemente scritto – c’è un’altra incresciosa vicenda, quasi altrettanto annosa: quella dell’ex presidente Bruno Lenzi. Accusato di un insieme di reati, dall’utilizzo illecito della carta di credito della società (subito rimborsate, a quanto sostengono i suoi legali) ad altre “facilonerie”, Lenzi sta attraversando un vero calvario di processi, che hanno portato anche al sequestro dei suoi beni, tra i quali una importante collezione di opere d’arte.
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Lenzi ci dicono si stia battendo con la forza della disperazione per correggere quelle che lui considera decisioni ingiuste. Al centro della vicenda è entrata adesso anche la società Ra.Ri. di cui era (e ritiene ancora di essere) importante socio.
Il calvario di Lenzi con la Ra.Ri. avrà un’altra “stazione dolorosa” venerdì 1 ottobre al tribunale di Livorno. Bruno Lenzi non s’arrende, anche perché ritiene di essere stato “perseguitato”. Da intercettazioni disposte dalla Procura della Repubblica di Firenze risulterebbero – a suo dire – colloqui significativi tra alcuni di coloro che hanno condotto tutta la sua vicenda. I suoi legali sarebbero pronti a far valere anche questi elementi nel corso del proseguo giudiziario. Una vicenda che, come abbiamo scritto, si trascina da anni ed anni: certamente troppi, se dovessimo riferirci a una sognata Giustizia in tempo reale.
A.F.
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