Export dei vini e vendemmia d’oggi
Ci scrive un anziano lettore di Bolgheri, zona notoria per la vinificazione:
Vedo in questi giorni che la TV offre molto spazio alla vendemmia, che a parere dei vari esperti è particolarmente abbondante e con uva da vino eccellente perché ha piovuto poco. Mi hanno colpito, nei servizi presentati dalle varie reti, sia la raccolta, sia la spremitura ormai totalmente meccanica: in particolare la raccolta è ancora oggi fatta quasi esclusivamente da donne, sembrerebbero giovani studentesse in trasferta “pagata”, mentre ai miei tempi c’erano le nostre robuste contadine che facevano anche la spremitura nei tini, schiacciando l’uva con i piedi. Alcuni amici, come me anziani, sostengono che la spremitura meccanica fatta oggi rende certamente di più sul piano industriale, nelle quantità richieste dalle imprese, ma lascia a desiderare sulla qualità perché non c’è il controllo visivo del vecchio sistema e inoltre vengono spremuti anche i graspi e gli acini sciupati. Siamo solo un gruppo di vecchi nostalgici?
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Caro amico, personalmente vi siamo nel cuore: anche perché lo spettacolo di una bella contadinotta a gonnelle sollevate che schiacciava l’uva (vedi il malizioso disegno di Milo Manara che le alleghiamo) faceva parte della festa. L’antico sistema artigianale però non è da tempo compatibile con la produzione industriali, così come i tini di legni selezionato e invecchiato sono stati quasi ovunque sostituiti dai grandi contenitori d’acciaio. Ci dicono che in alcuni paesi qualche contadino continua a farsi il proprio vino con il vecchio e glorioso sistema: ma si tiene il ricavato per se. E lo possiamo solo invidiare.
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