Sperimentato alla Gorgona il drone che salva la vita
LIVORNO – Dalle parole i fatti: ci sono droni da guerra, che uccidono a distanza di centinaia di chilometri, ce ne sono che promettono controlli invisibili dall’alto, ed altri ancora che promettono – già per domani – di sostituire gli umani in situazioni difficili, negli incendi, nei terremoti. Ma un drone farmacista-infermiere del tutto automatizzato, capace di sorvolare vaste aree marine o difficili rilievi pedemontani per salvare una vita con un medicinale urgente, ancora non si era visto.
Correggiamo: si è visto mercoledì scorso in Fortezza Vecchia di Livorno, quando alla presenza delle Autorità cittadine – dal sindaco Luca Salvetti al colonnello dei Carabinieri Armando Ago comandante nel nucleo operativo, dal colonnello pilota Carlo Salpano della Guardia di finanza al presidente del Sistema Portuale del Tirreno Settentrionale Luciano Guerrieri – la start-up livornese “Fuds Delivery Drone” ha presentato non solo gli apparecchi, ma anche l’esperimento felicemente attuato di trasferire siringhe e medicinali dalla città all’isola di Gorgona. Qui il direttore generale dei carceri di Livorno e Gorgona dottor Carlo Mazzerbo e la dottoressa addetta alla colonia penale agricola hanno ricevuto il medicinale richiesto e completato l’esercitazione con la simulazione di un intervento urgente salvavita. Il drone della sperimentazione – nella fattispecie il “Sentinel O” full-electric ideato dal professor Giuseppe Ramalli – ha volato per oltre 18 miglia a una quota di poche decine di metri e a una velocità che ha superato in alcuni punti i 40 nodi, atterrando con precisione al centimetro nel piazzale del porticciolo isolano.
Nella presentazione in Fortezza Vecchia è stato proiettato il filmato dell’operazione, girato da bordo di un RIB (gommone semirigido) dell’Assonautica livornese a servizio della Protezione Civile, che ha seguito il volo fino all’isola. Sono stati anche presentati gli autori e i collaboratori del progetto, a cominciare dai titolari della start-up “Fuds Delivery Drone”: tutti giovanissimi, guidati dagli studenti universitari Federico Di Napoli e Dario Romano.
Si sono complimentati per l’iniziativa il direttore del complesso carcerario Carlo Mazzerbo, che ha voluto sottolineare l’importanza per il presidio dell’isola di poter ricevere in tempi rapidissimi ausili medici e farmaceutici, il presidente dell’AdSP Luciano Guerrieri che ne ha ipotizzato utilizzi anche in campo esplorativo e ricognitivo, il colonnello dei carabinieri Armando Ago anch’egli molto interessato agli sviluppi dei veri modelli di “Sentinel”, e gli ufficiali della Guardia di Finanza Giuseppe Cataldo e Carlo Salpano, entrambi coinvolti con la loro esperienza di piloti dei mezzi aerei di soccorso. Assente la Capitaneria, che tuttavia aveva fatto uscire una vedetta nel corso dell’esperimento.
[hidepost]
Nell’illustrare i piani di sviluppo della “Fuds Delivery Drone” Federico Di Napoli e Dario Romano hanno anche ipotizzato ulteriori impieghi delle varie versioni, dal drone a otto eliche per tragitti brevi e di alta precisioone al “Sentinel O” della riuscita missione in Gorgona. Ci sono potenzialità anche nel settore della consegna di plichi urgenti sulle navi in rada, sulla piattaforma OL al largo della costa, e sulle varie isole dell’Arcipelago, compresa la lontana Capraia che potrà essere raggiunta o direttamente – con l’aumentata autonomia del Sentinel – o con “salti” di isola in isola. Oggi anche per recapitare un semplice medicinale a una nave o a un’isola è necessario mobilitare una motovedetta o addirittura un elicottero, con tempi di approntamento e di consegna spesso incompatibili con le urgenze. Altro possibile utilizzo, quello di soccorso per naufraghi in zone di frangenti o non raggiungibili dalle motovedette: grazie alla precisione assoluta i droni della FDD possono sorvolare il naufrago lanciandogli un salvagente o una boa di sostegno, e continuare a monitorarlo fino all’attivo dei soccorsi. Insomma un mondo che si apre, dove solo la fantasia e la voglia di sperimentare possono mettere limiti. Nella speranza che messaggi come questi, a conferma delle capacità e dell’intelligenza di giovanissimi attenti al sociale, non cadano nel vuoto degli applausi fine a se stessi. Alla sperimentazione bisogna far seguire i fatti da parte delle istituzioni. Li aspettiamo.
A.F.
[/hidepost]