Idrogeno e norme tecniche
MILANO – Paola Comotti, presidente della Commissione UNI/CT 056 Idrogeno costituita nel 2017 e Flavio Merigo è il presidente di ISO TC 22/SC 41 – Specific aspects for gaseous fuels e di Assogasmetano, hanno riferito nel briefing organizzato nei giorni scorso sull’idrogeno e le normative nazionali. In sostanza: cosa sta facendo la normazione tecnica nell’ambito dello sviluppo di un’economia ad idrogeno?
Il mondo della normazione – hanno riferito – sta lavorando per costruire una ampia base solida di conoscenze che possano essere le fondamenta ed i pilastri per il futuro.
Nel 2017 in UNI è stata costituita la commissione UNI/CT 056 “Idrogeno” che al momento opera principalmente come interfaccia nazionale (Mirror) delle attività riguardanti l’idrogeno svolte nei Comitati Tecnici (TC) che si occupano esclusivamente di idrogeno: a livello europeo il Comitato Tecnico CEN/CLC/JTC6 “Hydrogen in energy systems” e a livello internazionale il Comitato Tecnico ISO/TC197 “Hydrogen technologies”. L’attività della Commissione UNI/CT056, oltre alla definizione della posizione nazionale nei riguardi delle varie normative tecniche prodotte dai TC di sua diretta competenza include anche la partecipazione diretta, attraverso i propri membri, ai lavori dei Comitati Tecnici (TC) e dei loro vari Gruppi di lavoro tecnico (WG).
Il campo d’attività della Commissione UNI/CT 056 rispecchia quindi quello dei Comitati Tecnici di cui è Mirror: in particolare si focalizza su sistemi, dispositivi e connessioni per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto, la distribuzione, la misurazione e l’uso dell’idrogeno, da fonti di energia rinnovabili ed altre fonti; si occupa di interfaccia sia elettrica che gas e dei temi trasversali riguardanti l’idrogeno.
La Commissione UNI/CT056 è composta per ora da rappresentati del mondo della certificazione, dell’associazione imprenditoriale, dell’Università, da Enti di ricerca, da Innovhub SSI e dai rappresentanti dei vari enti di normazione del sistema UNI e da CEI: speriamo che possa arricchirsi di ulteriori esperti che arrivino dal mondo della ricerca e dell’industria.
[hidepost]
A livello europeo (CEN) l’attività normativa viene svolta dal CEN/CLC/JTC 6 “Hydrogen in energy systems”, il cui scopo include le tematiche trasversali come: la terminologia, la garanzia di origine, le interfacce, la gestione operativa, i problemi rilevanti di sicurezza dell’idrogeno, la formazione e l’educazione riguardante l’idrogeno relativamente al campo dei sistemi, dei dispositivi e delle connessioni per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione, la misurazione e l’uso dell’idrogeno; non sono compresi gli argomenti specifici già coperti da altri TC e la trattazione delle miscele gas naturale con l’idrogeno.
A livello internazionale (ISO) troviamo invece il Comitato Tecnico ISO/TC 197 “Hydrogen technologies” che attualmente si occupa principalmente dell’elaborazione di norme nel campo di sistemi e dispositivi per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto, la misurazione e l’uso dell’idrogeno, e degli argomenti-base quali la qualità e gli aspetti di base e generali riguardanti la sicurezza dell’idrogeno, ma non è escluso che potrebbero esserci, nel prossimo futuro, estensioni anche ad altri aspetti.
A livello internazionale, attraverso il rappresentante del CEI, la UNI/CT 056 segue anche i lavori dell’IEC/TC 105 “Fuel cell technologies” che ha l’obiettivo di preparare norme internazionali riguardanti le tecnologie delle celle a combustibile a idrogeno e le varie applicazioni associate, quali i sistemi per i trasporti, come i sistemi di propulsione, gli amplificatori, le unità ausiliarie, i sistemi portatili, i sistemi di alimentazione a corrente inversa e sistemi di flusso elettrochimici generali.
Altro aspetto rilevante (con pochi precedenti) è che nel mondo della normazione, a livello nazionale, europeo ed internazionale, si sta lavorando insieme per costruire queste basi cercando di costruire una fitta rete di collaborazione tra i vari Comitati Tecnici di normazione esistenti di ISO CEN e IEC che in qualche loro parte trattano anche l’idrogeno e i Comitati Tecnici che trattano esclusivamente idrogeno, cioè i sopra citati CEN/CLC/JTC6 e ISO/TC197 per evitare duplicazioni e/o sovrapposizioni di lavori che potrebbero generare fraintendimenti.
La normazione Internazionale si sta muovendo rapidamente per rispondere alle esigenze del mercato.
Considerano che per il successo di un carburante o di un vettore energetico è fondamentale l’accettazione da parte dell’utenza e che questa si ottiene dimostrandone praticamente la sostenibilità economica, tecnica ed ambientale, è necessario partire da quanto può essere immediatamente disponibile.
Per questa ragione, ISO TC 22/SC 41 (gaseous fuels) e ISO TC 197 (Hydrogen Technologies), hanno deciso di unire le competenze in un Joint Working Group allo scopo di preparare degli standard che consentano, non appena le quantità di Idrogeno siano sufficienti e disponibili, di miscelare Idrogeno e metano (il gas più affine all’idrogeno) in miscele con percentuali di H2 fino al 30%. Questa percentuale consente di usare direttamente l’idrogeno nei motori attualmente alimentati a NG senza dover effettuare alcuna modifica tecnica nei componenti o di controllo del motore.
Tutto ciò insegna il modo della normazione tecnica è che la conoscenza si costruisce col tempo, impegno, collaborazione e confronto. Oggi non possiamo sapere con certezza in che direzione andrà lo sviluppo di un’economia ad idrogeno, sono tanti gli aspetti che dobbiamo considerare (costi, sicurezza, scalabilità, policy…). Però sappiamo che stiamo costruendo la parte della casa che non si vede, le fondamenta, e che quanto più queste saranno solide, (anche grazie alla normazione tecnica), tanto più il risultato finale sarà a beneficio di tutta la società.
La normazione è infatti uno strumento di trasferimento tecnologico e come tale può dare impulso e supportare le nuove tecnologie che derivano dall’utilizzo dell’idrogeno (anche in settori in cui tutto è in divenire).
[/hidepost]