Gli Stati Generali a Genova sul Mondo Lavoro del Mare

Paolo Emilio Signorini
GENOVA – Nel quadro nazionale dei tanti convegni di analisi dell’economia dopo il clou della pandemia, si sono svolti gli Stati Generali Mondo Lavoro del MARE, la tre-giorni dedicata all’economia marittima, trasmessa e accessibile a tutti in diretta on-line.
A fare gli onori di casa, dalla sede prestigiosa di Palazzo San Giorgio, è stato Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Ligure Occidentale. Il presidente ha ribadito il ruolo guida della blue economy della città di Genova e ha annunciato il tanto atteso rimbalzo economico che riporta l’economia regionale nel primo quadrimestre di quest’anno agli stessi livelli del primo quadrimestre del 2019.
L’ottimismo riguardo questa inversione di tendenza è rafforzato dalla impressione che il PNRR, mirando a digitalizzazione, transizione ecologica e sostenibilità, stia lavorando proprio per aggredire i punti di debolezza dell’economia del Paese, alcuni cronici, altri congiunturali.
Signorini manifesta però una riserva riguardo al PNRR e lancia un segnale: «Non mi pare che ci sia una grande attenzione all’argomento lavoro – ha affermato nel corso del suo intervento di apertura degli Stati Generali Mondo Lavoro del Mare -. In realtà le politiche del PNRR, e molti investimenti di cui si compone, presuppongono interventi di formazione e di specializzazione della forza lavoro. La formazione e la cultura sono la più grande contromisura rispetto alla perdita di posti di lavoro. Però dobbiamo essere consapevoli che molti settori sono in trasformazione, che l’impatto della digitalizzazione e dell’automazione, positivo in termini di efficienza e produttività, si accompagnerà a una diminuzione dei posti di lavoro. Quindi noi, se saremo molto bravi, dovremo riuscire a coniugare la riduzione di posti di lavoro in alcuni settori con l’aumento di posti di lavoro in altri ambiti, oppure dovremo essere capaci di convertire posti di lavoro meno specializzati, meno all’avanguardia in alcuni settori, a fronte di skills e impieghi più specializzati».
In attesa di comprendere se, alla vigilia della seconda stagione estiva dall’inizio della pandemia, si possa dire di essere davvero di fronte a una robusta ripresa del cammino di crescita non solo economica, ma anche degli investimenti e dei volumi che interessano le attività portuali, l’assessore Giovanni Berrino – Lavoro e Politiche Attive dell’Occupazione, Trasporti, Rapporti con le Organizzazioni Sindacali, Turismo, Fiere Turistiche e Grandi Eventi Regione Liguria – ha lanciato una provocazione sottolineando come: «la Liguria che ha la sua vocazione nel mare, non solo per i traffici ma anche per l’aspetto turistico e naturalistico, è una regione di mare che però dipende molto dalla terra, perché lo sviluppo dell’economia del mare è appeso al filo un po’ usurato delle nostre infrastrutture”.
Purtroppo nel PNRR si parla poco della Liguria, si parla poco delle infrastrutture, anche perché alcune vanno oltre il limite temporale del 2026 previsto per la fine degli investimenti che si faranno con fondi europei. Lo sforzo che la politica ligure trasversalmente deve fare è quello di chiedere al nostro Governo e anche all’Europa che, al di là dei fondi che sono stati stanziati previsti per la loro spesa entro il 2026, si faccia un investimento ultra-quinquennale su alcune strutture cruciali per la nostra economia».