Il metal detector e la caccia ai tesori
Un giovane (si dice giovanissimo) lettore di Marina di Pisa, Giovanni Paola ci scrive:
Per caso ho letto da qualche parte che esistono strumenti molto sofisticati con i quali è possibile sondare il terreno alla ricerca di metalli sotterrati: e che questi strumenti hanno anche la capacità di distinguere tra semplici pezzi di ferro, di latta o alluminio, e metalli più preziosi. Un mio amico mi ha detto che anni fa c’era a Tirrenia, vicino alla mia casa, un esperto che con uno di questi strumenti passava in rassegna tutte le spiagge della zona e riusciva a raccogliere piccoli oggetti preziosi dissimulati sotto la sabbia per distrazione dei proprietari: trovava anelli, collanine d’oro, spille. Ho trovato su internet qualche notizia ma in particolare riferita all’estero e a strumenti militari (cercamine). L’idea di andare d’estate sulle spiagge dove migliaia di persone (Covid permettendo) possono perdere piccoli oggetti preziosi mi piace. Ma è possibile, anche in base alle leggi?
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Le alleghiamo una foto di una vecchia e gloriosa rivista livornese da tempo defunta, che aveva visto negli anni tanti collaboratori appassionati, tra i quali il fotoreporter Aldo Laschetti, il giornalista Otello Chelli, il disegnatore Francesco Caprina e molti altri, tra i quali il nostro direttore. La foto è della copertina del settembre 1999 e mostra una bella ragazza che scende da una barca con un metal detector “civile” in mano. Era un modello della americana Garrett che funzionava anche in acqua, fino a circa 5 metri di profondità. Veniva importato da un piccolo imprenditore proprio della sua zona, che aveva anche creato a Tirrenia una pista ciclabile per bambini. Dopo la sua esperienza si è perduta traccia in zona ma i metal detector di oggi sono ovviamente ancora più prestazionali (e costosi). Troverebbe dei tesori? Ci può provare. E magari poi raccontarcelo.
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