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La “colonia mancata” dei toscani in Guyana

Nella foto: Maria Gloria Giani Pollastrini con Piero Giorgetti.

LIVORNO – Una serata dedicata alla narrazione di un episodio storico che ha visto protagonisti Livorno e la Toscana dei Medici è stata il bel regalo che la presidente Maria Gloria Giani Pollastrini ha voluto fare ai soci ed ospiti del Propeller Club labronico.

Relatore di spicco della conferenza “Da Livorno alla Guyana, storia di una colonia mancata”, lo storico e giornalista Piero Giorgetti che ha raccontato le tappe dell’opportunità che Ferdinando I de’ Medici nel 1608 provò a cogliere con una spedizione composta da “pirati” labronici ed inglesi. Giorgetti ha arricchito la sua coinvolgente narrazione rivelando interessanti particolari che solo un fine cultore della storia e ricercatore instancabile può conoscere e raccontare. La documentazione su questa avventura è stata a lungo oscurata per ragioni di natura politica – ha spiegato Giorgetti – in realtà la spedizione fu un successo che non ebbe un seguito solo a causa della dipartita di Ferdinando I e del disinteresse del suo successore Cosimo II. Mille le vicende e le curiosità emerse nella contestualizzazione geografica, politica e culturale dell’episodio: uno spazio di tempo in cui Piero Giorgetti ha aperto squarci ed appassionato i presenti con il supporto di antiche tavole geografiche, ritratti dei personaggi dell’epoca, disegni di imbarcazioni e documenti di allora.

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Una vicenda dalla quale è emersa ancora una volta la grande intuitività e capacità di tessere le giuste relazioni di Ferdinando I de’ Medici. Lo dimostra la meticolosa e strategica preparazione di questa esplorazione, poi guidata da Robert Thornton, che partì da Livorno l’8 settembre del 1608 con duecento persone (di cui 180 livornesi, diventati tali con le leggi livornine del 1590, e 20 lucchesi) imbarcate sul galeone Santa Lucia e su una tartana. La spedizione fu molto avventurosa, piena di colpi di scena, e si concluse positivamente con il ritorno nel 1609 dalla Guyana con il galeone pieno di pepe bianco, cacao, cotone, prezioso palissandro e bauxite, oltre ad animali e ad alcuni indios. Ma il nuovo granduca, Cosimo II, non ebbe quella lungimiranza del suo predecessore e soprassedette ad ulteriori viaggi nonostante gli appelli di Thornton. In quel momento storico il potere economico della Toscana poteva essere fortemente incrementato grazie alla Guyana, terra che si rivelò poi ricca di oro – l’ultima vena scoperta è di circa 800 ettari – come già aveva ipotizzato Robert Dudley, altro inglese al servizio di Ferdinando I. Ma il disinteresse di Cosimo II fu giustificato allora con la valutazione di altri investimenti a minor rischio, come il finanziare, attraverso i banchieri fiorentini, spedizioni spagnole, portoghesi, olandesi e in partenza anche inglesi. E i Medici già a casa loro, cominciavano ad avere problemi non facili sia a terra che per mare, con la imperante pirateria dei saraceni.

C.G.

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Pubblicato il
29 Febbraio 2020

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