Sodalizio Mvschiato 25 anni di satira clandestina
LIVORNO – Venticinque anni, un quarto di secolo, di satira clandestina (o quasi) raccontati in una mostra e in una serie di eventi che celebrano il genio creativo e il talento artistico del Sodalizio Mvschiato.
La Biblioteca Labronica dei Bottini dell’Olio ospita da ieri 29 marzo al 7 aprile (ingresso gratuito) la prima mostra del Sodalizio Muschiato, che vede l’esposizione di giornali, dei classici “bigliettini” di “statue” e la partecipazione di grandi ospiti e amici del Sodalizio come il regista Paolo Virzì, il comico Paolo Migone e tanti altri esponenti della generosa produzione umoristica tanto cara alla storia e alla cultura di Livorno.
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L’evento gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale, con il sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci.
La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 19.30.
Gli interventi degli “esperti” sono programmati in orario 15-19.30. Questo il calendario:
Venerdì 29 marzo: Federico Maria Sardelli, Paolo Migone, professor Bellucci e professor Straccavizi.
Sabato 30 marzo: Paolo Virzi, Capras, Mago Luciano Donzella.
Domenica 31 marzo: professor Dragonetti, professor de Rosa, dottor Rizzari.
Domenica 7 aprile: Conclusioni (se ce ne sono…). Cazzeggio con i Sodali.
Così nacque il Sodalizio Mvschiato: Attingiamo subito dalla storia ben raccontata da Federico Maria Sardelli: <In principio fu il maremoto. Anzi: <Ahiò, il Maremoto!> Era l’aprile del 1988 e a Livorno si sparse la voce che di lì a pochi giorni si sarebbe avverata la merdosissima profezia contenuta nella X – centuria, LX quartina, di quella ridda di cazzate smisurate che va sotto il nome di Vaticinia di Nostradamus. Qualche solerte esegeta di quell’oscurissimo testo decretò che la profezia prevedeva un imminente maremoto che avrebbe spazzato via la città di Livorno, e proprio in quei giorni. Memori del maremoto che flagellò la città nel 1742, i livornesi si dettero al panico e allo sgomento.
E’ in momenti calamitosi come questi che gli spiriti forti s’ergon sui pusillanimi e gli uomini di valore additano la via ai tremebondi: si riunirono subito Alberto Fremura, Stefano Caprina, Marcello Sardelli e Federico Maria Sardelli per dare alla luce un numero unico, un giornale che avrebbe dovuto ammaestrare, guidare, esplicare, indirizzare le turbe di fronte alla catastrofe. La redazione si riunì al volo e fu individuato nell’eroico Alfio Sartoni il tipografo che avrebbe stampato il giornale in larga tiratura. Ci voleva un editore responsabile che si accollasse il rischio dell’impresa titanica, e fu trovato nell’irresponsabile Aldo Laschetti, generoso pirata dell’editoria livornese. Fu così che, il 5 maggio 1988, uscì trionfalmente il giornale <Ahiò il maremoto!>, fitto di vignette, proclami, finte interviste al vescovo e alle autorità, consigli su come affrontare la calamità, ricette e giochini.
Era fatta: era nato il nucleo primigenio del Sodalizio Muschiato. A cui, di lì a poco, si sarebbe associata un’altra colonna, oggi spezzata, di questo tempio laico della satira: Giorgio Marchetti, ovvero il professor Ettore Borzacchini.
Ma allora perché la storia ufficiale del Sodalizio la si fa iniziare dal 1994? Perché si parla di <25 anni di satira clandestina>? Giusto per non passare da bria’i al cospetto dell’esigente pubblico destinato a calcare il red carpet della mostra che è stata inaugurata ieri, venerdì 29 marzo la spiegazione emerge dalle memorabili cronache del medesimo Federico Sardelli. In stretta sintesi, fu in quell’anno, la notte del 19 marzo 1994, che si verificò l’evento passato alla storia come M.E.R.D.A.F., Morte E Resurrezione Di Alberto Fremura, destinato a celebrare la nascita ufficiale del Sodalizio Mvschiato. Avvenne in una celebre pizzeria e merita un racconto a parte.
Nell’agosto del 2017 è venuto a mancare Giorgio Marchetti, alias Ettore Borzacchini. Una perdita dolorosa, da allora segnalata con la colonna mozzata dell’immaginifico tempio dell’amicizia e dell’umorismo scelto come simbolo identitario del Sodalizio.
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