La “nave invisibile” della marina USA

Nella foto: L’ultimo esemplare varato.
BATH (Maine) – È scesa in acqua a metà febbraio e ormai è argomento di discussione e approfondimento in tutte le marine militari del mondo. È il “Tulsa” LCS-16, sviluppo di una serie intitolata all’ammiraglio Zumwalt e che nel corso delle varie costruzioni – siamo appunto alla sedicesima unità – ha subito una lunghissima evoluzione, sia sullo scafo che sugli armamenti. Ne parla diffusamente la rivista “Difesa on Line” e di recente le notizie sono state riprese anche da “Liguria nautica” on line. Basta confrontare le due foto allegate per vedere l’evoluzione subita nel procedere della serie. Ma c’è molto di più di quello che si vede.
[hidepost]
In particolare gli interventi riguardano la protezione passiva – cioè il grado di “invisibilità” ai radar nemici e ai sistemi di aggancio dei missili avversari – che è stata ulteriormente implementata; e anche l’armamento, con la sostituzione dei cannoni tradizionali con l’ultimo grido in fatto di armi letali, cannoni elettromagnetici che sparano proiettili sette volte più veloci del suono e notevolmente meno costosi. In fatto di costi, si dicono cifre mirabolanti: un solo proiettile costerebbe quanto un moderno motor-yacht da 20 metri…
[/hidepost]