Bacini di carenaggio: caccia aperta all’estero
San Giorgio acquisisce a Marsiglia la più grande “vasca” del Mediterraneo mentre Palumbo Napoli punta su Tenerife – La concorrenza di Grecia e Turchia
GENOVA – Le imprese italiane sono a caccia di bacini di carenaggio. E malgrado le tante realtà avviate nei nostri porti – ma più o meno fermate dalla burocrazia e dall’incapacità di decidere – i più dinamici nel settore delle manutenzioni e delle riparazioni navali stanno buttandosi all’estero.
[hidepost]E’ di questi giorni la notizia cha i genovesi della San Giorgio Cantieri stanno per acquisire a Marsiglia la gestione del più grande bacino di carenaggio del Mediterraneo, quello da 465 metri che anni fa strappò il record alla “vasca” di Livorno (350 metri per 56). La disponibilità operativa partirà da settembre e Ferdinando Garré, al timone del grande e importante cantiere genovese, ha dichiarato di recente che vi saranno investiti circa 5 milioni di euro, oltre quelli già destinati dall’Autorità portuale di Marsiglia. Con il nuovo maxi- bacino, Marsiglia diventa un polo importante per le riparazioni navali del cantiere San Giorgio, che già vi gestisce due bacini di carenaggio, rispettivamente da 320 e da 250 metri. Con i bacini genovesi, peraltro soggetti a numerose limitazioni, sta diventando evidente che anche se qualcuno avesse l’intenzione di rimettere in efficienza il bacino di Livorno – con una spesa che tre anni fa il Rina per la Camera di Commercio aveva ipotizzato intorno ai 20 milioni di euro – il mercato a questo punto sarebbe pressoché saturo. E la gara che l’Autorità portuale di Livorno aveva avviato – bloccata poi dall’affondamento del bacino galleggiante – quando riprenderà non potrà che tenerne conto.
Altro cantiere che sta spostandosi sempre più decisamente all’estero per i bacini è Palumbo di Napoli che di recente – come ha scritto Il Sole 24 Ore – ha acquisito un cantiere a Tenerife dove ha chiesto di poter istallare un bacino galleggiante che potrebbe arrivare entro la fine dell’anno. L’obiettivo è fare manutenzione alle medie navi da crociera e specialmente ai mega-yachts: una specializzazione che Palumbo ha messo a buon frutto anche a Malta, oltre che a Messina e Marsiglia.
La concorrenza viene infine anche dalla Grecia e dalla Turchia a costi stracciati, dove gli investimenti stranieri sono, in quell’area, specialmente cinesi e coreani. E l’Italia si sente, anche da questo punto di vista, accerchiata.
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