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L’economia di Livorno: continua la caduta

Solo i depositi bancari crescono: ma è il segnale della paura del futuro

Giorgio Kutufà (a sinistra), Roberto Nardi, Alessandro Cosimi e Giuliano Gallanti.

LIVORNO – Presentata dal Centro Studi e Ricerche della Camera di Commercio, l’analisi dell’economia della provincia di Livorno ha poche luci e molte ombre. Ecco la sintesi.
La popolazione provinciale ammonta a 334.646 residenti al 30 novembre 2012: se ne riscontra un lieve calo tendenziale, pari al -0,07%.
Sono 28.461 le imprese attive, ed è il secondo anno che diminuiscono, nel complesso, dunque, non aumenta il numero dei soggetti che offrono lavoro.
Le imprese del settore agricolo sono lo stesso numero del 2011. La superficie dedicata alle produzioni agricole è in aumento rispetto all’anno precedente, ma le produzioni raccolte mostrano una variazione tendenziale negativa (-4,6%), e diminuisce anche la produzione dei vini di eccellenza dei nostri territori.
[hidepost]Nell’artigianato vi sono 7.158 imprese attive (-1,5% sul 2011). Al momento tiene il livello occupazione mentre si consolida la contrazione del fatturato.
Nell’industria manifatturiera le imprese attive hanno subito una contrazione numerica, accompagnata dal calo del fatturato, degli ordinativi e degli addetti. Si registra solamente una buona tenuta degli ordinativi esteri.
Nel 2012 la variazione tendenziale annuale delle vendite al dettaglio provinciali è risultata ampiamente negativa. L’unico segno positivo si riscontra per la GDO.
Il commercio con l’estero evidenzia una maggiore crescita tendenziale delle esportazioni rispetto alle importazioni.
Nel settore turistico si contano 3.296 imprese attive. L’anno si chiude con una perdita tendenziale sia nel numero di turisti a destinazione, sia nei pernottamenti trascorsi nella nostra provincia.
Nel 2012 i traffici del porto di Livorno subiscono un’ulteriore contrazione rispetto a quella già registrata nel 2011: tutti i principali indicatori presentano variazioni negative, ad eccezione del traffico crocieristico che ha raggiunto quota un milione di passeggeri. Nel porto di Piombino il traffico merci 2012 è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2011.
Il credito. I depositi bancari sono notevolmente cresciuti, soprattutto nei risparmi delle famiglie e, in minor misura, delle imprese. La maggiore raccolta di risparmio non è si trasferita in una maggiore offerta di credito sul mercato. I volumi dei crediti bancari in sofferenza mostrano notevoli incrementi tendenziali.
Mercato del lavoro (dati ISTAT). Il tasso di attività dell’età 15-64 anni è cresciuto rispetto al 2011. Sono risultate occupate 135.367 persone, e quelle in cerca di occupazione sono oltre 12.000 e rappresentano l’8,2% della forza lavoro provinciale. Il tasso di disoccupazione è salito da 6,4% ad 8,2%.
Secondo le ultime stime, il 2012 si è chiuso con un modesto aumento del valore aggiunto provinciale. Continua il processo di erosione del reddito a disposizione delle famiglie: i consumi pro capite presentano un trend negativo, e la propensione al consumo si incrementa, a seguito della maggior incidenza delle spese incomprimibili. Tanto la crescita della produzione del lavoro quanto la perdita di quote di reddito sembrano determinate da un calo significativo delle unità di lavoro.

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Pubblicato il
28 Giugno 2013

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