Super-bacini di carenaggio: genovesi puntano su Marsiglia
Trattative quasi concluse per il più grande complesso del Mediterraneo – Le vicende collegate del sesto bacino della Lanterna e di quello ancora fermo a Livorno
GENOVA – Il più grande bacino di carenaggio del Mediterraneo, quello di Marsiglia, sta per essere acquisito dalla joint-venture genovese tra Mariotti e San Giorgio, con il supporto (o la concorrenza?) dei coreani di Chantiers de L’Atlantique.
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I genovesi hanno da tempo una presenza importante nei bacini di Marsiglia, dove gestiscono le “vasche” n. 8 e 9. Ma il superbacino “monstre” oggetto della nuova iniziativa è tutt’altra cosa: 465 metri di lunghezza, 85 di larghezza, può ospitare le più grandi navi oggi operative non solo in Mediterraneo ma anche in Nord Atlantico.
L’operazione comporta investimenti non indifferenti, superiori ai 30 milioni di euro, perché il superbacino di Marsiglia è di fatto inutilizzato da anni e richiederà almeno due anni di lavori per poter ricominciare ad operare. Una situazione molto simile a quella del superbacino di Livorno da 300 metri, intorno al quale si erano focalizzati, a quanto si dice, anche gli interessi della joint-venture genovese prima di puntare su Marsiglia. La differenza è che la Port Authority francese ha già le idee chiare sulle operazioni da compiere e sulle autorizzazioni relative, mentre per Livorno ci sono solo vaghi studi, una specie di expertise fatto a suo tempo dalla Camera di Commercio, e un indirizzo per ora più che altro platonico della Port Authority locale, non da tutti condiviso e a sua volte legato al cambio di destinazione di parte della vicina “Porta a mare”, con complesse e lunghe operazioni di compensazioni urbanistiche ancora tutte da definire.
Sul piano dell’ufficialità, l’operazione Marsiglia dei genovesi delle riparazioni navali non taglia ancora le gambe ai progetti dell’Autorità Portuale di Genova, che punta al sesto bacino: ma tra raffiche di “no” dei vari comitati, e con tempi notevolmente più lunghi del riassetto del bacinone francese anche se si dovessero risolvere tutte le controversie.
In questo quadro generale, anche Livorno è tra coloro che sono sospesi. Mentre altri importanti operatori delle riparazioni navali – in primo luogo i napoletani più dinamici – si sono da tempo premuniti acquistando bacini in Sicilia e a Malta. Tutto in arrivo del forte aumento – pronosticato dalle società di studi navali – delle grandi navi da riparare e manutenere nei prossimi anni.
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