Nel Brunei investimenti incentivati
BANDAR SERI – Come nuovo paradiso per gli investitori ha le carte in regola: è il terzo produttore di petrolio del Sud-Est asiatico e il nono esportatore di GPL al mondo. Ci riferiamo al piccolo sultanato di Brunei Darussalam situato sulla costa Nord-Occidentale del Borneo.
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Soltanto nel 2009 la produzione di petrolio si attestava sui 146.000 barilotti al giorno, mentre per il gas naturale si raggiungevano i 13,4 milioni di metri cubici. Si prevede però che fra una trentina di anni le riserve si esauriscano. E così la ricchissima economia di Brunei che si basa quasi esclusivamente sulle esportazioni di petrolio greggio e gas naturale, potrebbe subire un arresto.
Ne sono consapevoli il sultano Haji Hassanal Bolkiah Mu’izzaddin Waddaulah e i suoi ministri che, in vista di un calo consistente delle produzioni, pensano già da ora a diversificare l’economia con massicci investimenti sull’edilizia, sulla costruzione di infrastrutture, sulla agricoltura, sulla pesca, sull’acquacoltura e sul turismo. Sono quindi incoraggiati investimenti esteri con esenzioni fiscali dei profitti per i primi cinque anni. E’ stato così varato un piano nazionale per lo Sviluppo di industrie di vari comparti, con particolare riguardo al settore privato, trasformando il Paese in un International Offshore Financial Centre (IOFC).
Per facilitare il coordinamento e l’assistenza sia a privati locali, sia ad imprese estere intenzionate ad intraprendere una attività a Brunei è stato quindi creato nell’ambito del governo di Sua Maestà, il ministero dell’Industria e delle Risorse Industriali (MIPR) in grado di accelerare e facilitare quei soggetti internazionali intenzionati ad investire le loro energie, il loro know-how, le loro esperienze in questo piccolo ma dinamico paese. Una agenzia apposita, la Brunei Indusrial Develpment Authority (BINA) si occupa dei primi contatti per gli investitori ai quali viene presentato un quadro chiaro e significativo delle eventuali attività che si possono intraprendere, o dell’espansione e ammodernamento di quelle già esistenti. Come pure i siti più idonei per l’impianto di stabilimenti. Si tratta di aree già in fase di sviluppo, situate nei pressi della capitale Bandar Seri Begawan, ma anche vicino al moderno e profondo porto di Muara in grado di accogliere navi di grosso tonnellaggio. Riguardo quest’ultimo è già operante il grande Terminal logistico destinato al servizio internazionale traffico container realizzato con la collaborazione del consorzio Subarna di Singapore, esperto in progettazioni di questo tipo di infrastrutture. Nel 2010 è entrato anche in funzione un impianto di avanguardia di metanolo del costo di 450 milioni di USD, una joint venture tra la Petroleum Brunei e due Compagnie giapponesi, la Mitsubishi Gas Chemical e la Itochu. Ed è anche operante una moderna centrale elettrica nel Sungai Liang.
Certamente le industrie e le compagnie straniere oggi operanti a Brunei provengono per lo più da paesi asiatici, anche per motivi di vicinanza, sebbene nel settore petrolifero operino la Shell olandese e la Total francese. Ma la popolazione di Brunei, che dispone di un reddito pro capite tra i più elevati dell’Asia, guarda con particolare interesse alla tecnologia, al design e ai prodotti di lusso europei e in particolare italiani. Basti pensare che il Sultano possiede una decina di Ferrari, due Maserati, ma anche una Lamborghini ed Alfa Romeo. E nei palazzi più lussuosi figurano arredamenti occidentali e marmi italiani. Infine il Governo di Sua Maestà sta pensando di incrementare il turismo. Il Borneo è un’isola molto attraente e soltanto a Brunei il 70% del territorio è composto da una giungla intricata, spesso impenetrabile se non attraverso i fiumi. E’ stato persino creato un parco nazionale, quello di Ulu Temburong dove esiste un accogliente resort. E poi ci sono altre attrattive come il più grande villaggio su palafitte del mondo, il Kampong Ayer, mentre dappertutto sorgono luccicanti moschee.
Un mondo affascinante che ha già richiamato l’attenzione di compagnie di navigazione passeggeri tra le quali la Costa Crociere le cui navi fanno scalo nello strategico porto di Muara.
Clelia Pirazzini
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