I quiz in Capitaneria
Si comincia con cinque sedi in via sperimentale – I dubbi e le proposte
ROMA – L’ultima novità per la nautica da diporto riguarda l’esame di patente. Dal ministero confermano che a breve su cinque capitanerie “sperimentali” si farà un tipo di esame nuovo, con i quiz invece che con il consueto sistema dell’interrogazione libera, secondo l’estro del momento dell’interrogatore.
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Il ministro competente, Altero Matteoli, ha anch’egli assicurato che la sperimentazione del sistema a quiz dovrebbe avere l’indubbio vantaggio di esami finalmente tutti uguali in tutte le commissioni, eliminando quanto di discrezionale – e qualche volta di sadico: questo lo aggiungiamo noi – esiste oggi.
Le Capitanerie però l’hanno messa in modo assai meno deterministico. I quiz saranno sperimentali dall’anno prossimo, per tre mesi e solo in chiave volontaristica, nel senso che i candidati potranno accettarli o scegliere di fare l’esame tradizionale. E per di più – sempre secondo le Capitanerie – chi fosse bocciato dai quiz potrebbe semplicemente rimanere in lizza facendo subito (e non in una successiva sezione) l’esame tradizionale. C’è chi ci vede, tutto sommato una bella confusione.
Ma il peggio è quello che si dice sottovoce negli ambienti del ministero. Dove alla direzione della navigazione confessano a denti stretti che i quiz sono in corso di preparazione presso la direzione generale della motorizzazione civile, senza alcuna collaborazione con la parte mare, Capitanerie comprese.
Nessuno vuol mettere in dubbio le competenze, intendiamoci. Ma i compartimenti stagni, se la cosa fosse vera, non aiuterebbero certo. E anche i quiz, che siano cento o mille ma tutti preparati dall’alto, si prestano a mille mercificazioni. Basterà che qualcuno ci metta il naso e li faccia conoscere alle varie agenzie che preparano gli esami nautici…
Alla fine dei conti, forse la discrezionalità e anche le eventuali, moderate follie degli esaminatori delle Capitanerie non sarebbe ancora il minore dei mali?
A.F.
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