A Genova il punto della media nautica
La più grande rassegna europea dal 1º al 9 ottobre con 1.300 espositori e più di 2.000 barche – Una tavola rotonda internazionale sulla crisi mondiale
GENOVA – Il momento della verità è arrivato per il comparto che forse più sente la crisi. Dal 1º al 9 ottobre prossimi, con il 51º Salone Nautico Internazionale Genova sarà il punto di riferimento per il sistema mondiale della nautica da diporto, dopo i saloni dei grandi yachts a Cannes e Montecarlo.
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A Genova con 1.300 espositori e più di 2.000 imbarcazioni il Salone rappresenta una sfida importante, alla luce degli scenari economici, a testimonianza della forza imprenditoriale – dice una nota di UCINA – di un settore di eccellenza del Made in Italy e della sua volontà di investire e tornare a crescere.
Il Salone non è solo vetrina espositiva della nautica ma anche importante momento di verifica per le politiche di settore e un indispensabile indicatore di mercato. E questo grazie ad un’intensa attività organizzativa di convegni, seminari e tavole rotonde, da parte dell’associazione di categoria, dove istituzioni, politica, operatori e opinion leader saranno in questa 51ª edizione invitati a confrontarsi su temi di maggiore rilevanza strategica per il comparto.
Gli organizzatori hanno, pertanto, lavorato in questi mesi a nuovi ed importanti progetti.
Il fine è garantire non solo un quadro espositivo che offra una panoramica completa della migliore produzione internazionale, ma anche promuovere la nautica presso nuove e più ampie fasce di pubblico, coinvolgendo la città. Nel giorno inaugurale, per la prima volta, il Salone resterà eccezionalmente aperto anche la sera e, durante tutta la sua durata, sarà affiancato da un inedito programma di eventi fuori salone, GenovaInBlu: un ideale percorso che farà dialogare la manifestazione con il cuore pulsante del capoluogo.
Da segnalare, l’esordio del Genoa International Boating Forum, una tavola rotonda internazionale che si terrà martedì 4 ottobre alle ore 10.30 la cui moderazione sarà affidata ad una importante firma del Financial Times e che offrirà un’occasione unica di confronto tra i principali protagonisti dell’eccellenza dell’industria nautica mondiale.
Il layout della manifestazione, che si sviluppa su tre padiglioni, due grandi marine e ampi spazi all’aperto fronte mare, si è evoluto in favore di una suddivisione merceologica che ottimizza il percorso di visita e esalta la spettacolarità della parte floating. Nella nuova darsena una della banchine più esterne è stata destinata principalmente alle imbarcazioni che effettueranno le prove in mare, mentre alla banchina superyacht si accederà tramite una reception dedicata. Nelle aree all’esterno nuove tendostrutture nel corridoio tra il padiglione C e il padiglione Blu consentiranno di proseguire la visita al coperto; più ampia e spaziosa anche la tendostruttura che ospita Mondoinvela in Marina 2. Le imbarcazioni pneumatiche vedranno una razionalizzazione e concentrazione all’interno del padiglione Blu e del padiglione S. La suddivisione merceologica vedrà un’ulteriore ottimizzazione con lo spostamento della vela dalla Darsena di Ponente alle marine. Un layout che darà quindi a un settore in crescita come quello della vela nuova centralità e la visibilità che da tempo meritava.
Nuova collocazione anche per il portale mare, con l’attracco battelli e la biglietteria realizzate in prossimità del pontile di collegamento tra Marina 2 e la nuova darsena. In corso di definizione un progetto di collegamenti veloci: courtesy car, motoscafi e servizio elitaxi.
Le stime sul trend del settore relative al 1º trimestre 2011, vedono situazioni contraddittorie ma anche alcuni segnali incoraggianti sia a livello di fatturato (+3,9% sullo stesso periodo dell’anno precedente), sia sul fronte degli ordini, che hanno un andamento nuovamente positivo: si tratta pertanto di elementi che testimoniano una possibile stabilizzazione del mercato dopo due anni di forte contrazione (circa il 45% nel 2010 rispetto al 2008, anno in cui il comparto valeva circa 6,2 miliardi di euro).
In tale contesto emergono inoltre altri elementi significativi, che confermano la capacità dell’industria nautica italiana di mantenere la propria posizione di leadership a livello internazionale. In questo senso sono da leggersi alcuni indicatori, come la quota di produzione per export della cantieristica che, nel 2010, rappresenta oltre i due terzi del fatturato. Questo risultato è indubbiamente frutto della forte spinta all’internazionalizzazione favorita dalle imprese del comparto, che vede la nautica al quarto posto dell’export tra i settori del Made in Italy.
In relazione all’andamento del mercato del lavoro, gli addetti diretti a fine 2010 ammontano a circa 27.000, con una minima riduzione rispetto all’anno precedente, anche grazie all’utilizzo dello strumento della Cassa Integrazione, che ha potuto pertanto salvaguardare la manodopera specializzata, caratteristica dell’eccellenza produttiva della cantieristica italiana. Anche sul fronte dell’occupazione si evidenziano alcuni segnali incoraggianti per la produzione nautica, con una diminuzione costante del monte ore di Cassa Integrazione da parte delle aziende del comparto.
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