Castalia di nuovo in azione più compatta e innovativa
Il raggruppamento di 35 aziende ha ripreso i pattugliamenti antinquinamento dalla settimana scorsa – “Un investimento per il futuro” ad alto livello
ROMA – Con il benestare della Corte dei Conti al contratto stipulato a gennaio, è finalmente ripartita l’operatività di Castalia-Ecolmar. E da giovedì scorso le coste italiane sono di nuovo tutelate contro gli inquinamenti di ogni tipo. Il raggruppamento d’imprese che ha vinto la nuova gara biennale del ministero dell’Ambiente, dopo una serie di tribolati rinvii, ha rimesso in moto i suoi pattugliatori. Si tratta di 35 imprese-soci con quote estremamente differenziate: la maggioranza assoluta, dopo l’uscita (consensuale) delle società dell’Italimpianti di Gavio, è di Aqualia Srl, (66,20%) a sua volta costituita dai gruppi Neri, Ievoli, Marnavi, Barone, tutti fondatori nel 1997 della “prima” Castalia-Ecolmar. Le altre società partecipano con quote che vanno dal 12% di Globeco e dal 3% di Moby allo 0,10% di Secomar Spa.
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Buona parte dei soci di Castalia-Ecolmar sono gruppi che gestiscono rimorchiatori portuali o d’altura. ll contratto vale 25 milioni di euro, dieci di meno di quello precedente. “Ma Castalia – dice il suo presidente Salvatore Barone – investe oggi per il futuro, anche se il contributo del ministero è al limite e non copre le spese di ammodernamento e specializzazione dei mezzi”.
”Il nuovo contratto – chiarisce il presidente – comporta una serie di modernissimi mezzi anche d’altura, con equipaggiamenti superiori al passato, aggiornamento totale del parco degli skimmer e delle panne galleggianti, radar sofisticati ed altri mezzi di scoperta. Cooperiamo strettamente con i mezzi aerei e navali della Guardia Costiera, come anche in passato, con uno spirito che oserei definire da cooperativa di armatori. E con un obiettivo: cavalcare l’innovazione in questo campo, battere tutte le strade rese possibili dalle tecnologie che avanzano, preparare anche una nuova generazione di giovani che sappiano raccogliere e migliorare il nostro testimone”. Il presidente di Castalia-Ecolmar insiste molto sul fatto che l’associazione dedichi una parte della propria attività sia alla preparazione di nuovi equipaggi, sia alla ricerca sul campo. “Castalia è stata, è ed intende rimanere – dice Barone – al top dell’innovazione tecnologica nel suo campo”.
La storia di Castalia (che ha preso il nome dalla fonte della giovinezza di Delfi, venerata dalla Grecia classica) è una storia di successi nella guerra all’inquinamento (ha operato anche in Libano, su richiesta del governo, quando si verificò un maxi-inquinamento sulla costa dopo un’azione di guerra) ma anche di tribolate relazioni con il ministero di riferimento, per pesanti tagli finanziari ad ogni rinnovo del contratto. Per la sua rete di imbarcazioni specializzate, tra cui alcuni grandi “patrol vessel” (pattugliatori) d’altura, Castalia fa capo a imprese disseminate lungo tutta la costa. E’ del gruppo livornese Neri anche uno dei maggiori e più moderni “patrol vessel”, il Tito Neri, che pattuglia l’arcipelago toscano e il braccio di mare fino al canale di Corsica. Tutti i mezzi di Castalia-Ecolmar sono oggi dotati di schiumogeni anti-idrocarburi dell’ultima generazione, che cioè non danneggiano il fondo del mare, insieme a skimmers (cioè speciali raccoglitori dello strato di inquinamento superficiale) e “panne” galleggianti per circondare le macchie oleose più grandi impedendone l’arrivo in costa fino alla loro raccolta. Nel nuovo contratto è specificamente contemplata anche la stretta collaborazione con i mezzi aerei della Guardia Costiera per il controllo a largo raggio. E comunque tutti i pattugliatori di Castalia operano sotto il diretto coordinamento delle Capitanerie che sono il braccio operativo sul mare del ministero dell’Ambiente.