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Da Spediporto Genova analisi della congiuntura

Una leggera ripresa dei traffici non riporta il settore ai periodi pre-crisi

GENOVA – E’ del +2% la crescita media del fatturato dei primi nove mesi del 2010 per le case di spedizione genovesi; +10% la stima di incremento medio del fatturato previsto per il 2010; circa 1 milione di teus (al netto dei vuoti, del trasbordo e di quelli gestiti direttamente dalle agenzie marittime) la merce complessivamente movimentata in media dalla categoria in un anno, di cui circa 790 mila teus in importazione e circa 210 mila teus in esportazione.

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Questi in sintesi i principali risultati dell’Osservatorio Spediporto 2010, realizzato dall’Associazione Spedizionieri Corrieri Trasportatori di Genova, attraverso i dati forniti da un sondaggio svolto su un campione rappresentativo delle aziende iscritte a Spediporto, con l’obiettivo di fornire l’andamento dell’attività spedizionieristica e comprendere la valenza economica del comparto.

Scendendo nell’analisi dei dati congiunturali appena citati, occorre sottolineare che la lieve ripresa del fatturato (+2%) registrata mediamente dalle case di spedizione nei primi nove mesi del 2010 deriva da un incremento dei volumi di traffico pari a circa l’11% al quale tuttavia non è corrisposto un analogo incremento del fatturato a causa della riduzione del rendimento delle attività di spedizioni. Con riferimento al dato previsionale di chiusura del 2010, la stima di crescita media (+10%) del fatturato degli spedizionieri genovesi è determinata dal consueto picco stagionale che si registra nell’ultimo trimestre dell’anno e che ha il suo momento di massima espressione in coincidenza con il periodo natalizio.

Per cogliere l’entità della ripresa registrata nel corso del 2010, occorre infatti analizzare i risultati raccolti dall’Osservatorio sull’andamento dell’attività degli spedizionieri al 31/12/2009, anno in cui si sono registrati i peggiori dati di fatturato degli ultimi 20 anni: il 26% delle aziende di spedizioni genovesi aveva registrato un calo dei ricavi del -20%, il 14% un decremento del 30% e il 18% di oltre il 30%. Il 9% delle realtà aziendali aveva subito una flessione del 10% e un altro 9% si era posizionato invece su livelli di sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente.

Il recupero del fatturato del 10% stimato al 31 dicembre 2010 rispetto all’anno precedente compensa quindi solo debolmente il forte decremento di fatturato – in media del 25% – registrato nel 2009 e occorrerà pertanto ancora tempo per poter raggiungere livelli di ricavi equiparabili al periodo pre-crisi.

Con riferimento alla merce movimentata dagli associati a Spediporto – indicatore della valenza economica del comparto – complessivamente in un anno, in media, gli spedizionieri genovesi movimentano circa 1 milione di teus di merce (al netto dei vuoti, del trasbordo e di quelli gestiti direttamente dalle agenzie marittime) di cui circa 790 mila teus in importazione e circa 210 mila teus in esportazione.

L’Osservatorio – che ha come obiettivo quello di diventare un appuntamento fisso per Spediporto della disamina degli indici che caratterizzano il proprio settore – è stata anche l’occasione per fornire una fotografia dal punto di vista societario, occupazionale e di business delle aziende che compongono la compagine associativa.

Sotto questo profilo, tra gli elementi più significativi che emergono dall’indagine, si rileva che il 74% delle aziende associate sono costituite in società a responsabilità limitata (s.r.l.) dove il numero dei soci oscilla in un range che va da due ad un massimo di cinque dipendenti, mentre, a differenza di quello che si potrebbe facilmente dedurre, solo circa il 17% sono società famigliari. Circa il 65% delle realtà hanno un organico che varia dai 4 ai 15 dipendenti ma il 19% dichiara oltre 19 dipendenti.

Sotto l’aspetto del volume d’affari, risulta che il 50% delle aziende produce mediamente un fatturato che oscilla tra i 2 e i 10 milioni di Euro, il 15% oltre i 10 milioni di Euro mentre il 35% si colloca sotto la soglia dei 2 milioni di Euro.

Dal punto di vista dell’internazionalizzazione, il 14% delle aziende risulta avere una o più filiali all’estero. Mentre la presenza sul territorio italiano, per il 72% delle aziende, si traduce in una unica sede a Genova e il restante 28% si estende fino ad un massimo di 4 filiali.

Dai dati elaborati si può affermare inoltre che per la maggioranza delle imprese associate, sono le importazioni a contribuire in modo prevalente sul fatturato.

L’Osservatorio inoltre evidenzia che i traffici gestiti dalle case di spedizioni genovesi risultano in prevalenza generati con l’Estremo Oriente seguito dall’Africa, dal Medio Oriente e da Centro e Sud America.

Per quanto riguarda invece i prodotti, è l’agroalimentare, la categoria merceologica maggiormente trasportata. Seguono in ordine decrescente di importanza: il tessile e l’abbigliamento, i prodotti siderurgici e meccanici, la pelletteria e l’arredo, i prodotti farmaceutici, l’impiantistica, e, in misura minore, componenti navali, metalli non ferrosi, piastrelle, vini e oli.

In relazione invece alla tipologia di vettore utilizzato nello svolgimento della propria attività, le aziende di spedizioni genovesi – come facilmente intuibile – utilizzano prevalentemente la nave, seguita da camion, treno ed aereo con una netta prevalenza del trasporto gommato rispetto a quello tramite ferrovia.

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Pubblicato il
4 Dicembre 2010

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