E’ saltata ancora la gara sull’antinquinamento marino
E lo storico consorzio Castalia rischia di rimanere escluso – Condizioni non accettabili con forti aumenti dell’impegno e budget tagliato di dieci milioni
ROMA – Quando nacque, si battezzò con il nome della mitica fonte della vita, la sorgente Castalia. Doveva essere la sentinella della purezza dei nostri mari, una flotta messa su da quasi una cinquantina di armatori – piccoli e grandi – che vigilasse contro gli inquinamenti marini, pattugliasse i mari territoriali pronta ad intervenire con mezzi appositi per ripulire e bonificare.
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E la funzione è stata svolta, in termini giudicati eccellenti anche dai più severi osservatori stranieri, per svariati anni. Ma dal 2005 sono cominciati i guai. Hanno data in quell’anno infatti l’ultima gara vinta dal consorzio Castalia: poi si è andati avanti con contratti-ponte, firmati all’ultimo momento con il ministero e con frequenti richiami della Corte dei Conti. Fino all’agosto 2009 quando è stato ripristinato il vecchio contratto scaduto nel 2005, con l’impegno di una nuova gara e con l’ennesimo contratto-ponte che però è scaduto il 5 ottobre scorso senza che la gara fosse ancora ufficializzata. Come è accaduto per parte del 2009, dal 5 ottobre le nostre coste sono senza più prevenzione né possibilità di interventi di bonifica dei mezzi di Castalia. Anche perché la bozza dell’atteso nuovo contratto, presentata qualche mese fa ai tecnici del consorzio d’imprese, rappresentava un vero e proprio schiaffo in faccia: più impegni, richiesta di pattugliamenti anche con mezzi aerei, nuove imbarcazioni e nuove tecnologie rispetto al passato, il tutto a fronte di un impegno economico pressoché dimezzato, da 25 milioni a meno di 15 milioni all’anno. Ovvio che una parte delle imprese armatoriali abbiano subito dichiarato forfait e si siano ritirate; e che altre abbiano contestato le richieste, fornendo ampie delucidazioni sull’impossibilità di farcela.
Intanto però la gara non è stata indetta, la patata bollente dei controlli è stata passata dal ministero alle Capitanerie – che con tutta la buona volontà non hanno però né mezzi adatti né preparazione specifica – e dal ministero dell’Ambiente è arrivata l’assicurazione che il nuovo bando sarà emesso il 25 ottobre. Con la notizia che dovrà essere un bando europeo, e che ci sono già dichiarazioni d’interesse di alcuni grandi gruppi internazionali. E Castalia? Al momento la trentina di imprese armatoriali superstiti, alcune delle quali hanno operato dal 1987 specializzandosi e dotandosi di personale e mezzi adatti, hanno dovuto sospendere ogni impegno. Con lo spettro di centinaia di licenziamenti o sotto-occupazione, in tempi che non sono certo i migliori per l’armamento italiano.
A.F.
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