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Ripartono gli ordini di grandi full-containers ma la logistica italiana rimane ancora al palo

Duri richiami delle organizzazioni nazionali del cluster marittimo – L’incontro di Assologistica con il segretario generale della Feport europea – Le richieste

ROMA – La fiducia dei grandi network sulla prossima ripresa dei traffici marittimi e la sfiducia nei non-programmi italiani per la crescita dei porti: sembrano questi i due “corni della fiamma antica”, come scriveva Dante, sui quali si sta confrontando il mondo dello shipping e della portualità.

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Mentre i grandi armatori accelerano nella presa in consegna delle mega-full-containers ordinate prima della crisi, e in alcuni casi raddoppiano gli ordini (vedi Msc qui sotto, ma anche Zim come abbiamo pubblicato di recente ed oggi anche Evergreen, che negli ultimi tempi si era tenuta prudentemente alla finestra) cresce il pressing nei confronti del governo italiano, che ha ripreso a parlare di infrastrutture ma non sembra avere né idee chiare né risorse dedicate. Assoporti ha detto la sua, sebbene in un’assemblea – come già scritto – per la prima volta senza interlocutori governativi, e con notevoli spaccature interne. Adesso scende in campo anche Assologistica, in abbinamento all’europea Feport, con il documento che pubblichiamo di seguito. Da sottolineare che il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli anche sabato scorso a Genova, negli incontri stampa per l’inaugurazione del salone nautico, pur cercando di difendere le strategie del governo ha dovuto in sostanza ammettere che “bambole, non c’è una lira”.

Una situazione che stride con gli sforzi dell’armamento, specie internazionale. E’ di questi giorni la conferma che Evergreen, dopo aver ordinato a suo tempo dieci portacontainers da 8 mila teu, lunghe 335 metri e larghe 45,7 metri, che entreranno in linea tra il 2012 e il 2013, ha raddoppiato l’impegno con altre dieci unità della stessa classe, che dovrebbero essere pronte non oltre il 2013/2014. Come si vede il gigantismo navale non si arresta e le dimensioni di queste unità sembrano compatibili anche con alcuni dei porti italiani del Mediterraneo, a differenza degli ordini di altre compagnie per navi da 12 o 14 mila Teu con pescaggi ad oggi non accettabili nei porti italiani storici.

In questo quadro va collocato l’appello di Assologistica che in un recente seminario con il segretario generale di Feport Diego Teurelincx (Feport come noto raggruppa 1.100 aziende terminaliste portuali e associazioni nazionali del comparto logistico-portuale privato) ha richiamato il governo italiano sui temi di portualità e logistica.

Nel presentare Teurelincx, il presidente di Assologistica Nereo Paolo Marcucci ha espresso il desiderio che “il maggior numero possibile di associati possa considerare quanto sia ampia la forbice tra ciò che discutiamo quotidianamente in Italia, ad esempio le modifiche alla Legge 84/94, e le iniziative che si stanno avviando in Europa che nel corso dei prossimi cinque anni influiranno negativamente o positivamente sulle nostre aziende e sul sistema Paese“.

Il segretario Teurelincx, dopo aver sottolineato l’impatto immediato sulla legislazione nazionale di alcuni strumenti a disposizione della Commissione e la tendenza ambiziosa di ogni nuovo Commissario a “lasciare un segno” del proprio lavoro, ha focalizzato i punti, di interesse del settore, oggetto di azione nei prossimi cinque anni nei programmi di lavoro di ciascuno dei Commissari. Tra questi la relazione degli specialisti incaricati dalla DG MOVE, pubblicata nel giugno 2010, sul numero di porti che nell’intera Europa bilanceranno fino al 2030 domanda ed offerta di servizi portuali; la recentissima proposta di direttiva tesa a realizzare una vera liberalizzazione del trasporto ferroviario; gli interventi in tema di semplificazione doganale e di dialogo tra le parti sociali; gli orientamenti in tema di concessioni e di continuità produttiva per l’industria portuale; l’ammissibilità degli aiuti di Stato per le infrastrutture portuali, ed, infine, le nuove forme di tassazione per la salvaguardia ambientale.

Infine, Teurelincx ha enfatizzato quanto FEPORT su ognuno di questi argomenti ha sviluppato, elaborando valutazioni, integrative o correttive, discusse e condivise in assemblea generale ed imperniate sulla necessità dell’industria portuale, ed in generale dell’economia logistica, di avere considerazione politica, certezze giuridiche di continuità produttiva, liberalizzazioni vere piuttosto che privatizzazioni neomonopoliste.

Il presidente Marcucci, concludendo il breve seminario di Assologistica, al quale hanno partecipato anche il segretario generale di Confetra ed alcuni componenti del comitato scientifico per il Piano Nazionale della Logistica, ha auspicato un atto di indirizzo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in cui assuma maggiore coerenza l’integrazione tra le novità condivisibili delle politiche europee per il settore e le riforme della portualità e della logistica nazionale.

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Pubblicato il
6 Ottobre 2010

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