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Al Propeller: l’«Unione per il Mediterraneo»

Francesco Ruffini (a sinistra) e Francesco Ghio

LIVORNO – La conferenza tenutasi recentemente per la ripresa dei lavori del nuovo anno sociale del Propeller Club ha avuto come tema l'”Unione per il Mediterraneo”:  organizzazione la cui idea prende le mosse da un comune intendimento fra Prodi, Zapatero e Sarkozy a fine 2007 e nasce ufficialmente a Parigi il 13 luglio 2008 su proposta di quest’ultimo. Per trattare adeguatamente l’articolato argomento il presidente Ruffini ha invitato il dottor Francesco Ghio, accreditato di un importante curriculum di studi ed esperienze in materia marittima e di trasporti, membro dello staff dirigenziale dell’Autorità Portuale di Livorno oltre che componente di importanti associazioni internazionali quali la IAPH International Association of Ports and Harbors e la IAME International Association of Maritime Economists.

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Il relatore ha introdotto il tema spiegando che il presidente francese proponeva in realtà un’unione del Mediterraneo giacché ciò che ci si aspettava con il partenenariato di Barcellona del 1995 e con la successiva politica europea di vicinato del 2004 non aveva prodotto i risultati sperati in termini di stabilità, sicurezza, cooperazione e scambi culturali fra i paesi facenti parte della strategia comune europea per la regione mediterranea. La proposta francese però era rivolta ai soli paesi rivieraschi  ed era improntata su un nuovo modello di governance (a carattere intergovernativo) autonomo rispetto all’UE. Le possibili conseguenze di una non coesione comunitaria, unitamente alla pressione di alcuni grandi paesi come la Germania e la Gran Bretagna che ritenevano il progetto troppo finalizzato a perseguire gli interessi economici francesi, insieme anche all’opposizione della Turchia che vedeva un’alternativa non accettabile al suo ingresso nella UE, portarono invece ad inglobare la proposta di Sarkozy nell’idea iniziale del processo di Barcellona che prevedeva l’adesione di tutti gli altri paesi della stessa Unione Europea.

Nel luglio 2008 quindi 43 paesi, di cui 27 facenti parte della UE, sottoscrivono l'”Unione per il Mediterraneo”, affiancati dalla Libia in veste di paese osservatore. Se non altro nelle aspirazioni, l’Unione nasce volendo rappresentare una nuova politica internazionale europea superando l'”impasse” del Processo di Barcellona e – consapevole delle evoluzioni degli equilibri politici, economici e strategici delle aree interessate – getta le basi di una reale cooperazione testimoniata da una doppia presidenza: da un lato Sarkozy in rappresentanza dei paesi europei, dall’altro l’egiziano Mubarak in rappresentanza della sponda sud-mediterranea. L’agenda dell’Unione per il Mediterraneo vede fra i suoi punti programmatici: la risoluzione delle problematiche relative all’immigrazione dai paesi meridionali verso quelli settentrionali, la lotta al terrorismo, l’appianamento del conflitto israelo-palestinese, la tutela del patrimonio ecologico mediterraneo oltre che  lo sviluppo della protezione civile, del traffico terrestre e marittimo e del business mediterraneo, la lotta all’inquinamento del Mar Mediterraneo, un piano per l’energia solare, la creazione di un’università Euromediterranea.

L’Unione per il Mediterraneo colloca i propri interessi su un’area che ha retto piuttosto bene  alla crisi economica internazionale, tanto da uscirne con tassi di crescita interessanti e gli analisti le riconoscono inoltre un potenziale di sviluppo dei traffici nella misura del 300% ; ciò ha risvegliato l’interesse per la creazione di una zona di libero scambio, peraltro già contemplata  nel ’95 dal Processo di Barcellona e la cui realizzazione era prevista nel corso di quest’anno.

“La nostra Autorità Portuale, in anticipo sui tempi di realizzazione previsti per l’UpM,  sta  già da tempo operando in questa direzione: è noto che il porto di Livorno collabora con il porto siriano di Tartus a seguito di un patto di cooperazione – ha detto Ghio – e questo accordo  sta dando i suoi frutti”. Il porto di Tartus, posto a sud di Latakia, ha un centro servizi di 300.000 mq ed è inoltre riferimento naturale dei prodotti agroalimentari della zona, attualmente costretti a transitare attraverso l’Egitto. Il porto di Tartus è destinato a vedere in ulteriore aumento la propria importanza strategica per la Siria a seguito della progettata costruzione di due autostrade: una di direttrice nord sud a creare collegamento verso Israele e la Giordania , l’altra di direttrice ovest-est verso l’Iraq con previste ulteriori diramazioni verso i paesi limitrofi. Tutto questo andrà di conseguenza a ricadere positivamente sui traffici del nostro scalo.

A fine relazione il presidente  Ruffini è intervenuto ponendo l’accento sulle diverse velocità delle realizzazioni politico-buracratiche, di fatto superate dalla realtà degli avvenimenti economici. Al proposito ha evidenziato come in un momento come questo, dove sui grandi scenari ci sono rallentamenti e  ripensamenti, il mondo dei traffici invece galoppa ed ha portato l’esempio del porto di Tangeri che, grazie allo sviluppo imprevisto ed impressionante dei  suoi traffici,  rappresenta oggi un pesante problema per gli altri porti mediterranei, compreso quello di Gioia Tauro, ed ha concluso auspicando a breve il superamento di questa situazione con l’allineamento delle due velocità.

Cinzia Garofoli

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Pubblicato il
2 Ottobre 2010

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