Torna in corsa anche Pollastrini
L’ex comandante delle Capitanerie non sarebbe affatto incompatibile

Raimondo Pollastrini
LIVORNO – Una giunta della Camera di Commercio labronica, convocata per il 2 settembre prossimo, dovrà dare le indicazioni ufficiali dell’istituzione per la “terna” che il ministero dei Trasporti attende per la Port Authority. E sarà indicatrice, la suddetta terna, dei giochi politici alla base della nomina: anche se il presidente camerale livornese Roberto Nardi insiste nel definire la nomina “un atto puramente amministrativo” sulla base della legge 84/94.
La riunione di giunta è stata preceduta nei giorni scorsi da un consiglio camerale nel quale è stato concordato, come peraltro lo stesso ministro ribadisce, che la designazione deve essere “plurima”, cioè costituita da “alcuni nomi” e non uno solo. Semmai il dibattito è intorno al dettaglio di quanti devono essere i nomi: e bastano due nomi – come avvenne per la riconferma del presidente di Piombino Guerrieri – o se “terna” significa necessariamente tre nomi.
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Altro elemento di dubbio che è emerso su Livorno (ma in questo caso riguarda anche Trieste) è quello relativo alla più volte ventilata candidatura dell’ex comandante del corpo delle Capitanerie, il livornese ammiraglio Raimondo Pollastrini. L’alto ufficiale è stato di recente nominato giudice nella Corte dei Conti a Firenze, ma gli esperti sostengono che nulla osterebbe a presentarlo anche nelle terne della presidenza di una Autorità Portuale (si era parlato sia di Livorno che di Trieste). Basterebbe che, in caso di reale nomina da parte del ministro, si dimettesse dalla Corte dei Conti entro 60 giorni: salvo risultasse che le due cariche possono anche essere legittimamente cumulate.
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