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Cambiano le strategie sul Tirreno con l’ipotesi Finsea nella Spa Tdt

Si delinea una maggiore influenza di Psa mentre i tedeschi di Eckelmann si concentreranno su La Spezia e Tangeri – Gli assetti interni per conto della componente Cilp – La soddisfazione di Zim

LIVORNO – A bocce ferme, dopo il divorzio sorrisi & veleni tra Cilp e Contship sul Terminal Darsena Toscana, gli scenari che si configurano hanno qualche punto fermo ma ancora parecchie incertezze.

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Il primo punto fermo sembra essere che la soluzione proposta, e da noi anticipata ormai da tempo, dalla Finsea di Negri – subentrare insieme a Gastaldi e in seguito coinvolgere il colosso di Singapore, la Psa – ha le carte in regola per sostituirsi a Contship in un’ottica di capacità di investimenti (i fratelli Cerruti della Gastaldi hanno una banca alle spalle) e di gradimento dei principali armatori che scalano il Tdt: in particolare Yang-Ming che opera nell’orbita della sua agenzia italiana Finsea e Zim che ha avuto negli ultimi tempi rapporti sempre più difficili con la componente Contship. E proprio dal rinnovo del contratto con Zim sono nati i primi scontri non solo dei tedeschi con gli israeliani ma anche tra Contship e Cilp, a suo tempo sanati dall’intervento personale di Italo Piccini. Da questo punto primo potrebbe derivare anche un accordo operativo tra i due suddetti armatori, che tra l’altro servono bacini totalmente diversi e non sono dunque in concorrenza tra loro.

Punto secondo: La Cilp punta, anche per questioni di principio, a mantenere il 50% della società del terminal, ma ovviamente i patti parasociali dovranno essere più chiari dei precedenti, anche se alla fine dei conti già gli attuali si sono dimostrati capaci di risolvere quello che appariva un nodo gordiano. Secondo le voci di banchina Cilp tenderebbe a confermare, da parte sua, sia il presidente Boccone che il direttore Bellandi. Uscirebbe ovviamente il management della componente Contship: e c’è da capire che succederà ai vertici Contship Italia dove si sussurra dell’ irritazione di Eckelmann verso chi – consorte compresa, ma non unica – ha condotto la strategia dello scontro.

Punto terzo: delineati i nuovi scenari della Spa Terminal Darsena Toscana, cambieranno ovviamente anche le grandi visioni mediterranee. Contship, che ha già cominciato a concentrarsi su Tangeri e La Spezia, dovrà decidere se adottare una “exit strategy” anche da Ravenna e da Cagliari – dove le soddisfazioni ad oggi sono poche – e valutare se il transhipment a Gioia Tauro abbia o no un futuro. L’asse Livorno-Genova attraverso Forsea è chiaramente in funzione anti-La Spezia, ma anche in questo campo ci sono dubbi e perplessità, perché gli accordi strategici con i genovesi non sono mai stati facili nella storia. Insomma, si va avanti passo per passo. E i sessanta giorni previsti per il cambio della guardia passeranno velocissimamente.

A.F.

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Pubblicato il
4 Agosto 2010
Ultima modifica
24 Settembre 2010 - ora: 09:34

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