Perché due “ni”
LIVORNO – Nessuno dei due che hanno espresso voto di astensione ha voluto fare dichiarazioni: né Silvio Fremura (Asamar), né Giorgio Neri (Assindustria Livorno).
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Però a Maurizio Colombai che gli chiedeva spiegazioni, Neri avrebbe risposto di aver già espresso in precedenti dibattiti le sue perplessità sul Pot: non tanto sul documento, che poteva essere anche condivisibile, quanto sul metodo. Giorgio Neri ha ricordato che alle osservazioni presentate da Confindustria Livorno sulla prima bozza del Pot non sono state date risposte e inoltre che la “regola delle 72 ore” (la messa a disposizione dei membri del comitato degli atti per la discussione degli stessi 72 ore prima della riunione) andrebbe cambiata perché non consente a tutti di esaminare documenti complessi come un Pot con la dovuta attenzione. Anche i numerosi numeri che hanno accompagnato la proposta di conferma dei canoni – avrebbe detto Giorgio Neri – avrebbero richiesto un esame più approfondito di quanto consentito. E in sostanza il voto di astensione alla fine è stato “benevolo” per non dare un “niet” che sarebbe stato considerato come una critica a Piccini e al suo operato, che sarebbe stata “impolitica e ingenerosa” alla vigilia del dibattito per la riconferma dell’attuale presidente della Port Authority. Stesse argomentazioni, a quanto è dato sapere, hanno mosso la parallela astensione di Silvio Fremura.
A.F.
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