Autotrasporto: torna la tariffa minima
ROMA – Si chiamano “misure urgenti in materia di autotrasporto merci”. In realtà il decreto che si era tentato di inserire nel maxi-emendamento alla manovra finanziaria (su diretto suggerimento del premier Berlusconi e del ministro Matteoli) è passato in consiglio dei ministri ed è stato subito considerato un salto indietro di quindici anni, un vero e proprio attentato al libero mercato nel momento in cui le aziende italiane cercano in ogni modo di rendere competitiva la propria catena logistica.
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Perché il decreto reintroduce le tariffe minime per l’autotrasporto merci, facendo felici (moderatamente) le organizzazioni dei trasportatori, ma scatenando le reazioni delle imprese e un duro commento dello stesso garante della concorrenza Catricalà sulla base di quanto la stessa Confindustria ha denunciato (”Misure lesive della libertà negoziale delle imprese”). Al contrario Paolo Uggè a nome delle svariate associazioni degli autotrasportatori cita l’intervento di Confindustria come “fuori dal tempo” e bacchetta Catricalà che l’ha appoggiato.
Come finirà? In Parlamento le lobby sono schierate e c’è da credere che la battaglia, quando il decreto andrà convertito in legge, non si risolverà in un paio di battute. Le tariffe minime dell’autotrasporto sono considerate dalle imprese una vera jattura mentre gli autotrasportatori considerano la libera contrattazione senza alcun paletto un modo per strangolare gli autotrasportatori in quanto anello più debole della catena logistica.
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