Wista convegno sugli yachts
GENOVA – Nell’ambito del Road Show che si sta già muovendo in varie sedi portuali della penisola, WISTA Italia, l’Associazione che riunisce le donne dello shipping, ha tenuto un convegno dedicato alla nautica dal titolo “Commercial and Pleausure Yachts: stato di diritto e stato di fatto”. Martedì 4 maggio presso la Sala dei Capitani a Palazzo San Giorgio, Genova.
“Con la quarta tappa del Road Show, ha dichiarato Carolina Villa, socia Wista nonché AD di Ship & Crew Services di Genova, vorremmo cercare di focalizzare alcune delle problematiche relative al settore nautico italiano e questa volta abbiamo scelto il taglio della tavola Rotonda, per creare un confronto diretto tra le alte cariche istituzionali, in rappresentanza di strutture ed associazioni, e chi sul mare opera in modo diretto ed è a stretto contatto con la realtà diportistica”.
“Dal momento che vorremmo approfondire sia l’aspetto normativo che l’aspetto di concessioni d’area, dichiara Michela Fucile Wista e AD di Yacht Broker di Viareggio, lo scopo del Convegno è anche quello di far arrivare un messaggio chiaro e forte delle necessità degli operatori sui due fronti: quello che viene dal mare e quello che accoglie. Da non trascurare, inoltre l’importanza economica che lo svolgersi di tali attività riversano nei tessuti cittadini dove operano, aspetto spesso poco valutato e coadiuvato da norme forse rigide in ambito della loro applicazione”.
“Wista ha voluto Genova come sede dei lavori, ha aggiunto Maria Gloria Giani, presidente Wista Italia e AD della Ag.Mar.ma Pilade Giani di Livorno, e fra i partner oltre naturalmente a quelli Istituzionali come le Capitanerie di Porto e l’Autorità Portuale, sicuramente per noi è stato importante avere comunque con noi al tavolo dei lavori UCINA Confindustria Nautica, come associazione di categoria nazionale e Assonat.
“La grande nautica può essere un importantissimo volano economico per i nostri territori” – spiega Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina – “ma per renderlo concreto è necessario colmare il gap infrastrutturale. In questo senso il recentissimo disegno di legge di riforma della L. 84/94 che prevede la destinazione delle aree sottoutilizzate dalle Autorità Portuali al diporto è un’occasione da cogliere al volo”.