Quel pasticcio tra “Imeta” e gli altri…
LIVORNO – Parafrasando Carlo Emilio Gadda, siamo proprio al “pasticciaccio brutto” della portualità italiana. Dove non si fa quasi niente per migliorare radicalmente le infrastrutture più urgenti – si veda in questo stesso numero la relazione al Propeller di Livorno dell’AD di Cosco Italia Marco Donati – ma in compenso ogni giorno partono (a chiacchiere) progetti grandiosi o proposte di tutti contro tutti.
Qui a fianco riportiamo la nota congiunta di Assoporti-Imeta che proclama solennemente la “non scissione” dei tre scali di transhipment dall’associazione nazionale delle Autorità portuali. Nota stringatissima come si vede, addirittura lapidaria. Troppo? Fatto sta che la creazione dell’…asse tra Gioia Tauro, Cagliari e Taranto – guardacaso tutti porti di transhipment con importanti interessi di Contship Italia – ha scatenato tutta una serie di timori; e anche qualche reazione del tipo “Tanto il transhipment è destinato a morire”, che a sua volta ha buttato benzina sul fuoco.
Adesso si legge che Genova sta addirittura cercando di … fare le scarpe ai porti italiani di trashipment con ipotesi di collegamenti diretti su Tanger-Med, ovvero il concorrente diretto di Gioia Tauro e Cagliari, che tra l’altro si appresta a fare una sua presentazione in grande spolvero a Milano giovedì prossimo 22 aprile. E chi si è detto interessato all’iniziativa di Genova ? Nientepopodimeno che il presidente dell’Authority di La Spezia Lorenzo Forcieri, che ha parlato di innescare accordi con Tanger-Med addirittura da parte del sistema Ligurian Ports (di cui però fa parte anche Savona, dove il presidente Canavese ha già tirato il freno a mano sull’idea). E c’è da capirlo: La Spezia è un porto fondamentale per Contship Italia, esattamente come Tanger-Med, dunque Forcieri non potrebbe nemmeno volendo dire di no a un’azione comune.
Bisogna a questo punto capire qual’è la vera strategia di Contship Italia al momento. Con Gioia Tauro che perde traffici (anche a favore di Cagliari, dello stesso network) e con Cagliari e Taranto che però hanno anch’essi i loro problemi, infine con l’”arbitrato” in corso verso (o contro ?) il socio Cpl al Terminal Darsena Toscana di Livorno, la strategia del gruppo che fa capo ad Eurokai Amburgo sembra tanto complessa da apparire poco chiara. Una cosa è certa: intanto i porti di transhipment hanno preso al volo la … facilitazione concessa dal governo ed hanno ridotto quasi a zero le tasse di ancoraggio e gli altri tributi a carico delle navi.
E’ presto per capire se il provvedimento riporterà le compagnie (e le merci) sulle loro banchine. E anche per capire se gli altri porti nazionali ne soffriranno o meno. Compresi i loro progetti mega: che si chiamano a Savona la piattaforma Maersk da 750 mila teu, a Livorno la piattaforma Europa da 1,5 milioni di teu almeno. Eccetera. Ma se c’è una cosa certa è che i continui ritardi della riforma della 84/94 e della pluri-promessa autonomia finanziaria dei porti non aiutano. E semmai aiutano il “pasticciaccio brutto”.
Antonio Fulvi