Il “Cavour” rientra da Haiti
La portaerei italiana sarà in Italia forse a fine settimana
HAITI – La portaerei italiana “Cavour” rientra in patria dopo oltre due mesi di missione nelle acque dell’isola caraibica in soccorso alle popolazioni colpite dal terribile sisma del 12 gennaio scorso. La grande nave, arrivata davanti alla capitale Port-au-Prince nei primi giorni di febbraio – dopo un allestimento in tempi record, durato meno di 48 ore – ha operato per due mesi al massimo delle sue potenzialità, con l’ausilio di sei elicotteri-cargo imbarcati, di squadre di specialisti del San Marco, di un intero raggruppamento medico-chirurgico nelle due sale operatorie di bordo. Inoltre sul “Cavour” sono stati inviati ad Haiti anche mezzi pesanti (ruspe, bull-dozer e trattori) degli alpini e del Genio militare, carabinieri per le operazioni di sicurezza, vigili del fuoco, membri della Croce Rossa e supporti per l’Aviazione.
Tutto il corpo di spedizione – oltre 1.100 persone equipaggio compreso – sta rientrando sulla portaerei che dopo una sosta tecnica, ancora non è stato precisato dove, dovrebbe toccare l’Italia alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima.
La missione italiana è stata un successo notevole e anche il “Cavour – che è una delle ultime navi dei paesi soccorritori a rientrare – ha dato il suo importante contributo. Secondo il suo comandante, capitano di vascello Gianluigi Reversi, il solo apparato medico di bordo – che all’occasione si è spostato anche a terra nelle varie istallazioni provvisorie – ha assistito oltre 100 pazienti al giorno con un totale di 1.241 “trattamenti sanitari” di cui circa 400 di tipo pediatrico. Sia la camera iperbarica che la Tac della nave italiane – entrambe uniche in funzione ad Haiti – hanno contribuito a salvare molte vite, riducendo notevolmente il numero delle amputazioni di arti. Sul “Cavour” ha operato anche un’equipe di volontari medici dell’organizzazione “Operation Smile” che ha fatto decine di interventi maxillo-facciali a bambini di Haiti colpiti da gravi malattie facciali con deformazioni permanenti, risolvendo in quasi tutti i casi situazioni davvero atroci.
All’arrivo in Italia, il “Cavour” e il suo equipaggio riceveranno il saluto e il ringraziamento delle autorità di governo a nome dell’intero Paese. La missione ad Haiti ha anche confermato l’alto grado di efficienza della nave, che è in effetti ancora nella sua fase finale di allestimento.