D’Alesio entra nei carichi secchi trasformando due ordini a Hyundai
Alle petroliere saranno affiancate nuove unità – Una decisione per differenziare il business ma anche per cogliere il momento dei ridotti costi delle costruzioni navali
SEOUL – La conferma l’ha data il cantiere coreano Hyundai: il gruppo D’Alesio, storicamente specializzato in carichi liquidi (petroliere e gasiere) si appresta a differenziare ed ordina allo stesso cantiere unità da carico secco da 50 mila tonnellate.
“Le nostre tradizioni non si toccano – dice Nello D’Alesio che con il fratello Nino e con figli e nipoti gestisce la compagnia fondata dal padre Gaetano – ma è importante seguire anche le leggi di mercato, e insieme le opportunità. Avevamo ordinato ai cantieri coreani quattro petroliere da 50 mila, la prima delle quali ci sarà consegnata all’inizio dell’estate e la seconda entro la fine dell’anno. Grazie a un insieme di fattori economici che sono intervenuti negli ultimi tempi, e in particolare alla diminuzione del costo delle navi, abbiamo concordato con il cantiere e con le banche la trasformazione dell’ordine delle due ulteriori petroliere. Allo stesso prezzo pattuito avremo grossomodo tre navi invece di due, entrando dunque anche nel business del carico secco”.
La … rivoluzione epocale di D’Alesio è peraltro molto prudente ed altrettanto flessibile. “E’ un mercato, quello dei carichi secchi che conosciamo solo dall’esterno, ma riteniamo che possa offrire delle opportunità. In ogni caso trovarci delle navi nuove pagate a un prezzo molto conveniente è pur sempre un investimento – dice filosoficamente Nello D’Alesio – e alla peggio si possono sempre rimettere sul mercato”.
Intanto la compagnia armatrice livornese si prepara ad accogliere la prima delle due 50 mila tonnellate in arrivo nei prossimi mesi. Sembra che la nave sia già stata noleggiata, e con noli che come in tutto il Mediterraneo sono in crescita. I problemi semmai sono legati alle sempre più complesse (e costose) normative sulla safety e sulla preparazione degli equipaggi, che vanno ad incidere nettamente sui costi di esercizio delle navi.